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8 giorni di lacrime e sudore, di risate e abbracci. Carezze, massaggi, il contatto fisico che imparo ad amare senza sentirmi sbagliata o di troppo.
Nuovi sprannomi, bestemmie in altre lingue, poi quegli sguardi, anzi quello sguardo che mi ha trafutto il cuore.
Ricordarmi come se fosse passato un mese quel primo bacio dopo tutta la serata passata a pensare che forse stavi solo giocando.
Io non potevo crederci. E gli sguardi di nascosto, i baci spezzati dai rumori, le battutine che capivamo solo noi, poi quello starci addosso l'una all'altra, il tuo avvinghiarti a me proprio nel momento più intenso, i gemiti, il collo pronto ad essere divorato, le tue unghie nella schiena, il corpo rigido e vibrante.
Poi hai frantumato il mio cuore senza pietà. Te ne sei andata tu, ma sono rimasti gli amici, quelli veri. Quelli stranieri, che a volte per capirsi ci volevano due ore, soprattutto quando eravamo tutti troppo ubriachi per fare discorsi sensati. Poi sono rimasti gli sguardi distanti mentre tu.
Beh, ho pensato che sarebbe stato splendido mandarti a cagare, ma non l'ho mai fatto.
E lo spettacolo, amarvi uno per uno per avermi dimostrato quello che sapevate fare. Ringraziate me ma in realtà sono io che ringrazio voi tutti, singolarmente uno per uno.
Essere sollevati e portati in aria.
Amarvi tutti uno per uno. Lacrima dopo lacrima.
Ora so che quello che abbiamo costruito insieme non è solo uno spettacolo finale. E' una vita intera.