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Mi sento cadere la faccia, mentre mi guardo per l'ennesima volta di profilo e poi di fronte.
Profilo
fronte.
Mi giuro che questa è l'ultima volta. Da domani sarà diverso. Da domani io sarò.
Non cambia mai niente.
Mi vorrei strappare gli occhi, cucire la bocca, tagliare le mani. Forse solo allora potrei non-vedermi diversa.
"E chissà Berlino dov'è in questa estate che avanza. E chissà Berlino com'è, una notte dopo l'altra fra una media e un profumo che passa nella strade più impensabili. Che poi io ci penso un pò a questa Berlino d'Europa lontana, con i miei sogni per il futuro e un pò di nausea che mi sta salendo così, d'improvviso stupore. Sudo come in una canzone dei Verdena lontana anni luce. E va così, che non mi va di dormire per non sognare. Gli Afterhours sempre dentro al cuore da ieri e da sempre. Ti dico buonanotte ma forse ti scriverò ancora".
Ti mando questa buonanotte così, con due medie che galleggiano fra i miei pensieri più strani. Sentire caldo, non voler ascoltare nè vedere.
Forse lo stare bene è ancora lontano, se cerco nell'alcol un pò di ristoro. Ma si può guarire davvero, mi chiedo spesso? Si può dirsi finiti in senso positivo?
Comunque ti scrivo spesso dentro la mia testa. Berlino lontana, qua c'è vento e forse pioggia. Si incastrano le dita fra i tasti di tanto in tanto. Vorrei avere più soldi e meno pensieri. Vorrei avere meno kg e più sorrisi.
Vorrei tornare a, di tanto in tanto. Ma non per te, solo così per dormire sonni più tranquilli. Per me.
Ti mando questo buon resto del tempo che non si sa mai cosa può succedere. E il tuo collo di nuovo mio, il tuo corpo dentro il mio, le tue mani sono mie, perchè a volte mi sembra che questa estate ci stia colando di nuovo fra le gambe.
Buon resto del tempo.