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Questa mattina il risveglio mi ha portato un'immagine formata da parole. Pensieri, mani, orchidea. Li ho intrecciati assieme nei primi 10 secondi di veglia, per poi perderli inesorabilmente.
Spariti così, se ne sono andati tendendosi per mano l'un l'altro.
Forse mi hanno anche salutata baciandomi delicatamente la fronte, non lo so, io li ho persi. Ora sto solo cercando di ritrovarli, ma tutto ciò che ho sono cloni che saltellano qua e là pretendendo di essere qualcosa che non saranno mai, per niente simili all'originale.
I miei ricordi sono quasi blu. Blu come triste, o blu come vorreiperderminellanotte. Ad occhi chiusi, verso il nulla.
La notte non è nera, è blu scuro con accenni di carezze bianche, quando si mettono a fuoco le cose.
Mi fa quasi paura scriverlo, di te e di me. Mi fa quasi paura perchè semplicemente a volte mi capita di ripensare a quando, nel buio blu, ci baciavamo lentamente, come se quel momento potesse davvero durare in eterno.
Ma l'eterno finiva quando il colore cominciava a diventare azzurro, e poi la luce del giorno ci svegliava immerse in sbadigli lunghi che cacciavano i pensieri notturni. O i baci.
Ricordo una Roma blu, sedute una accanto all'altra a guardare il colosseo illuminato, la tua testa sulla mia spalla, a proteggerci solo noi due.
Però ho davvero quasi paura di scriverli questi ricordi blu. A volte vorrei che nulla li sostituisse, che nulla li mettesse da parte. Ho paura di perderli.
Blunotte.
Nei miei viaggi ho sempre cercato di divertirmi il più possibile per assorbire tutto quello che normalmente, fra le mura di casa, non potevo di certo trovare.
Così ho trovato tre giorni splendidi, come se fossero stati chiusi in una scatola, sepolti sotto collane di perle e vecchia bigiotteria. Tre giorni di risate pulite e sincere.
Niente paranoie, niente di niente.
Finalmente me stessa.
Non sento senso di colpa.
Sento solo una gran fame, una fame che non c'è.
Io farò quello che è meglio per me.
Quanto ti leggo a volte ho come la sensazione di vederti correre fra alberi in bianco e nero.
Il tuo sorriso è colorato, però, labbra rosse e denti bianchi. Non parlerò dei tuoi occhi.
Forse non mi sono data abbastanza occasioni per arrivare a scavare una piccola grotta sulle tue mani, però ti porto con me. Sempre.
Io in questo momento mi sparerei, per quanto mi fa male sentire quello che ho dentro.
Un buco, un vuoto incredibile.
Non mi piace dover aver bisogno di qualcuno, come non mi piace dover avere bisogno di mangiare, o di dormire.
Non sopporto questa mancanza che sento, questa voglia di essere considerata per come sono, per quella che sono. Però il desiderio c'è, quel desiderio di essere guardata in certo modo, di avere mani calde sulle mie anche solo per un tocco fugace. Io ho paura di dovere aver bisogno di qualcuno.
Non ho mai provato i primi appuntamenti, quella sensazione di smarrimento per il primo bacio rubato, per gli sguardi insistenti o imbarazzati. Non ho mai sentito quel silenzio che intercorre fra l'ultima parola e il balbettio di quelle del dopo.
A me queste cose mancano, e vorrei solo provarle per una volta. Una volta sola.
Nonostante tutto.