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martedì, 30 ottobre 2007

Piccola parentesi per Connie.

1. Chi sei? Beh, Folletta Agitata, direi.
2. Siamo amici? Si, penso di si. Anche se vorrei riuscire ad offrirti un caffè, prima o poi.
3. Quando e dove ci siamo conosciuti? Su Miodiario qualche anno fa.
4. Felice di avermi conosciuto? Decisamente si.
5. Hai mai desiderato darmi un pugno? Un pugno no, forse strattonarti un pò di tanto in tanto.
6. Dammi un soprannome e spiega perchè. Beh, folletta non ti sta male, anzi.
7. Descrivimi con una parola. Disarmante.
8. Qual è stata la tua prima impressione su di me? Ero intimorita, quasi totalmente in soggezione.
9. Pensi la stessa cosa ora? Di tanto in tanto mi capita.
10. Cosa ti fa ricordare di me? L'incredibile affetto che mi lega a te, e la tua passione per i gatti che mi porta a pensarti ogni volta che ne vedo uno.
11. Quanto mi conosci? Non saprei quantificarlo, in realtà.
12. Quand'è stata l'ultima volta che mi hai visto? In foto qualche mese fa, "da lontano".
13. C'è mai stata una cosa che avresti voluto dirmi e non lo hai fatto? No, non credo.
14. Mi pensi ogni tanto? Direi proprio di si.
15. Metteresti questo sul tuo blog per vedere cosa direi di te?
Non è necessario.
postato da: Deathshake alle ore 20:15 | link | commenti (1)
categorie:
sabato, 27 ottobre 2007

E succhiando il tuo respiro.

Honey, le cose non è che siano così splendide. Dopo essermi girata una sigaretta penso a questo.
Manuel Agnelli mi dice dolcemente che l'estate gli cola fra le gambe.
Sai cosa mi ricorda?

Mi mancava il sapore del tabacco, mi mancava il sapore. Il Profumo.

Ma ora basta, penso troppo a troppe cose. Come al solito, ho troppi pensieri e troppe poche tasche in cui contenerli.
Ma sono felice per noi
sai, honey? Sono davvero felice per questo nuovo noi. Mi diverte e mi fa sentire più vicina a qualcosa. Una sorta di autoaffermazione. Una sorta di, come dire, maturità.

L'ennesimo profondo tiro di sigaretta.
postato da: Deathshake alle ore 20:47 | link | commenti
categorie: realtà, nuovavita, nebbie
sabato, 20 ottobre 2007

Così è.

C'è una foto in cui sembra che la tua lingua stia saltando nella mia bocca. Proprio così. La tua lingua scivola dalle tue labbra e salta dentro di me, per darmi piacere.
Lo stesso accade con il resto del mio corpo. Scivola e salta sulla mia pelle che ti aspetta, scivola e salta e percorre ogni centimetro di me, come se stesse facendo una danza.

Poi c'è il profilo del mio viso che ti divora, il profilo del tuo che si incastona al mio. Così è, e così è sempre stato.

Poi c'è la mia mano fra i tuoi capelli. Poi di nuovo la tua lingua contro la mia.

I nostri corpi.
postato da: Deathshake alle ore 15:49 | link | commenti (2)
categorie: realtà, nuovavita
giovedì, 04 ottobre 2007

Bye.

Le mie e-mail si perdono nello spazio-tempo. Vorrei anche anche tutta la mia depressione, la mia frustrazione si perdesse da qualche parte senza fare ritorno. Ecco, non voglio un avviso che mi spiega "chissà dove sono finite, nel frattempo hai una copia di tutto nella tua cartella denominata cosechenonvuoipiù, così se ti sentirai persa senza, potrai sempre ritrovare tutto lì". Ecco, io non voglio una cosa del genere.

Voglio che quello che viene cacciato fuori, resti fuori e non torni mai più.
Voglio solo sentirmi realizzata nelle cose che faccio, cazzo. Mi hanno promesso il mondo, quando ero piccola. Mi hanno mentito sempre, sempre, sempre. Ma perchè il mondo intero non smette di esistere per un solo secondo? Un secondo solo.

Non ho mai nuotato nel mare di notte perchè l'acqua è troppo, troppo scura, e mi spaventa.
postato da: Deathshake alle ore 21:41 | link | commenti
categorie: realtà, nuovavita, nebbie
lunedì, 01 ottobre 2007

Quando ero piccola, volevo diventare un meccanico. Volevo infilarmi sotto le macchine come nei film americani anni '50 e pulirmi le mani nella mia tutona blu, o con quello straccetto che tutti i meccanici americani usano, proprio quello infilato in una tasca. Mi piaceva quel gesto con le mani sporche di grasso e olio. Mi piacevano le unghie sporche di nero e il pensiero dello sforzo per pulirle una volta arrivati a casa. Mi piaceva l'idea di dovermi legare i capelli, riempirli di brillantina per non farli cadere di lato e di cominciare il mio sporco lavoro.

Perchè qualcuno, sotto quei motori rombanti, doveva pur infilarcisi.

Crescendo ho capito che l'accostamento meccanico/mestessa non era dei migliori, ma l'idea di pulirmi le mani con uno straccetto dopo un duro lavoro manuale, dopo aver carteggiato, dipinto, riparato il cesso oppure anche solo cucinato o lavato i piatti, mi esalta ancora come se fossi una piccola sognatrice. Così questa mattina, dopo aver cercato di fare qualcosa di manuale, ho ritrovato la stessa sensazione di maturità guardando lo sporco delle mani che cadeva nel lavandino in piccoli frammenti di sapone.
postato da: Deathshake alle ore 12:46 | link | commenti (2)
categorie: era così