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Il cuore si può spezzare anche senza la parola "amore" di mezzo. Si ammacca, si graffia, poi ad un certo punto non resiste più e cede. Cade.
La notte porta consiglio e mi rendo conto che il corpo mi parla attraverso i sogni. Così ci sei di nuovo tu, E.
Forse sei una parte del mio inconscio, forse la mia mente ti identifica con qualcosa di buono. Mi parli ancora, mi parli per tutta la notte. Ripeti spesso la parola "Bene, Brava". Ripeti spesso quanto mi vuoi bene.
Sei la parte buona di me? Posso chiamarti sempre con il tuo nome? O forse posso inventarmene uno per te, per sentirti più mia, per riconoscerti meglio e sapere che sei tu, veramente tu. Non voglio imitazioni, E. Non potrei sopportarlo ora.
Quindi prometti. Ora promettimi solennemente che se avarai qualcosa da dirmi la dirai e basta. In sogno, fra i pensieri, nella realtà, non ha importanza. Fallo e basta.
La notte porta consiglio e resto turbata, nervosa. Ma va bene così oggi. Va bene così.
Una ragazza dagli occhi tristi in un film fumava esattamente come te, amore mio. Stessa posizione delle dita, mani belle come le tue.
L'ho guardata e ho pianto.
A volte sono i piccoli particolari a cogliermi di sorpresa, lasciandomi senza parole.
Rendersi conto di essere oltre, altrove.
Non mi trovo con niente e con nessuno e ho una fastidiosa intolleranza al genere umano. Ho bisogno dei miei silenzi, gli spazi senza suoni. Sono stanca, stanca di tutto quello che ho intorno.
Vorrei passare qualche giorno da sola. Vorrei sentirmi meglio per una volta.
Mentre assaporo le prime fragole penso a quella parola che mi hai ripetuto. La stavo aspettando da tempo, ma mi ha fatto male. "Puttana", mi hai detto. Ti ho chiesto di ripetermelo perchè volevo che mi facesse male, volevo sentire il male che sentivi tu mentre ti si spezzava il cuore.
Io non posso raggiungere i tuoi sentimenti, nè penso di poterlo fare in un futuro prossimo.
"Puttana di merda", hai ripetuto. E mi accorgo solo ora che le fragole sono veramente buone quest'anno. Sarà che mia madre ci ha messo tutto il suo amore nel coltivarle, sarà che sono arrivate prima, o sarà che sono davvero una puttana, però mi è sembrato di sentire le tue labbra sulle mie mentre facevo sciogliere in bocca il sapore rosso di un'estate che ormai non si fa più aspettare.
Lontana anni luce. Sono lontana e ho poca voglia di tornare.
La fiera del libro di Torino mi cattura ogni anno. Lascio fuori da lì tutto quello che non è "pensare in modo costruttivo" e mi immergo totalmente nei libri.
Per il secondo anno di seguito la spesa è stata piuttosto ingente, ma di sicuro necessaria. E gli incontri "inaspettati" si sono rivelati più piacevoli di ogni altra cosa.
Mi sono sentita tranquilla nel confrontarmi con persone che non avevo mai visto, e finalmente non ho avuto paura a stringere delle mani sconosciute e ad accettare complimenti imprevisti.
I libri mi fanno questo effetto, non c'è niente da fare.
E i nostri baci sapranno di nicotina, soffio dopo soffio.
Tu sei un proiettile che si infila fra le mie costole, che cerca il mio cuore.
E i nostri baci sapranno di distanza auto-imposta.
Tu sei un coltello che mi ferisce la mano.
E le tue dita saranno l'unico cibo che vorrò assaporare. Fra le gambe.
Basterebbe poco ad ignorare questo peso che sento nel petto. A volte mi sembra di camminare almeno ad un metro sotto il livello normale di vita.
Mi sento sprofondare ogni giorno di più, e la dipendenza aumenta e aumenta e aumenta.
Un pò di Xanax mi farà dormire meglio.
Errore dopo errore inciampo di nuovo.
Cosa sto facendo ancora? Cosa sto facendo di nuovo?
Errore dopo errore mi sento sprofondare, e l'unica via d'uscita è quella più accessibile al mio essere completamente avvolta dal nulla.
Sai qual'è la verità? Che la vita senza di te fa schifo. Fa proprio schifo perchè non ha nessun sapore nè nessuna sfumatura di colore. Ogni cosa è fissa, è lì solo per un motivo e non vale neanche la pena di girarci intorno per scoprire di più. Non posso condividere niente con te, e allora perchè scoprire cose nuove?
Ho voglia di urlare, di chiamarti ed urlarti che mi manchi che ti amo ancora che ti rivoglio come amica, almeno come amica, per favore come amica. Per favore, rivoglio solo un pò di te.
Fa così male. Così dannatamente male.
Sai qual'è la verità? Che io senza di te faccio schifo. Non ho uno scopo, qualcuno che valga veramente la pena di incontrare, qualcuno con cui parlare. Ho dei limiti, tanti limiti che non riesco a superare. Con te questo problema non esisteva.
E poi chissà chi mi credo di essere. Sono sempre la stessa, solo con i capelli un pò più lunghi. E per me non ha senso neanche farsi crescere i capelli se poi non ci sei tu che me li accarezzi e mi dici: "Ma guarda quanto sono cresciuti, ma come sei bella", non ha proprio senso trasformarsi se poi tu non puoi vedermi. Non ha senso migliorarsi se poi sarà qualcun'altro a godere del mio miglioramento. Io voglio te, cazzo. Voglio te e basta. Chissenefrega di tutte le ammaliatrici del cazzo. Chissenefrega di tutto se tu non ci sei. E tu non ci sei.