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Non riesco a prendere sonno dal peso che ho nel petto. Il cuore non si ferma, non torna normale. Rimane tutto fermo lì, sotto un'esplosione tachicardica.
Vorrei che tutto si fermasse. Va veloce, veloce, veloce. Io ho bisogno di calma, di tempo per pensare. Ho bisogno di parole, di rumore, della tua voce.
Così crollo. Crollo adesso, proprio ora. Ho bisogno di restare ferma.
Le giornate piene di tempo libero sono quelle che mi spaventano di più. Mi fanno venire fame, mi fanno ricordare. Mi fanno pensare.
Così scorro un film dopo l'altro, oppure dormo. Ma non aiuta.
Vorrei uscire da qui e. Vorrei poter.
Vorrei solo che queste giornate non esistessero. Vorrei non esserci io, al momento.
Il cibo ha perso sapore, è solo un'insieme di cose che mando giù per non cadere a terra. Non mi importa di quanto possa farmi bene o male. Al momento non mi importa.
Mangio regolarmente, due volte al giorno. Poi basta.
Ho orari fissi e sani. Niente di più.
Non c'è niente di più che questo ora. C'è il freddo che mi congela la faccia e cambia sapore alle mie sigarette. C'è il gusto amaro dei risvegli. C'è la consapevole freddezza verso il mondo. Puro arrivismo personale, probabilmente. Puro cinismo in un'onda che spazza via il resto.
Pietra.
La città avvolta in un gelo immobile. Nebbia controluce, mi entra nei polmoni.
La città congelata mi lascia passare morbida, silenziosa, persa nei suoni elettronici dei motori fermi, delle persone mute, della paura alle spalle.
Gioco con le dita di marmo della città per ottenere un pò di compagnia.
Intorno, solo un velo.
Non ho ancora messo via niente. E' tutto lì al suo posto, tutto con la sua polvere e i miei ricordi.
Avevo giurato a me stessa che avrei messo via per prima cosa le tue foto, che sono il ricordo vivido e in bianco e nero di momenti precisi, ma non l'ho ancora fatto. I regali, le piccole cose, le parole, i sussurri e gli ansimi sono ancora qui a circondarmi.
Non ho ancora messo via niente perchè non riesco a toccare niente. Riesco a guardare, a soffermarmi, a immaginare. Ma non riesco a toccare niente. Non tocco neanche le persone che ho intorno perchè in qualche modo il contatto mi ricorda te.
E' stupido, conto i giorni come se prima o poi dovesse succedere di nuovo, come se ci dovessimo vedere ancora. E' stupido davvero, ma riesco a piangere solo se ti penso intensamente, solo quando il vuoto dentro arriva ad un punto di non ritorno. Avverto un profondo tuffo in mezzo al petto, dove una volta c'era il mio cuore.
Per ora va bene così, sono fredda abbastanza mentre mi chiedo ancora perchè, perchè, perchè.
Non riesco a parlarne molto neanche con lui, anche se è l'unico che mi ascolta con disinteresse, come se non gliene fregasse nulla. Mi piace pensarla così, a lui non frega niente di me e mi aiuta per questo, perchè mi lascia parlare. L'ho toccato solo una volta, la prima volta, poi gli ho detto che mi faceva schifo essere toccata e toccare gli altri. Ora mi fa schifo non toccare te.
Non ti tocco più, non mi è possibile farlo. Io vorrei che al posto di questi oggetti ci fossi tu. Vorrei mettere via te con me in un posto tutto nostro, un posto in cui potremmo stare vicine e basta. Senza questa distanza e questo silenzio che giorno dopo giorno mi fa sentire irreale.
Vorrei che ci fossi tu al posto di questo buco nel petto, e se così fosse so che la notte e il tempo per pensare sarebbero meno taglienti.
Il silenzio saprebbe di te e non mi farebbe così male.
Ho come la sensazione di aver perso quella giusta. Quella di tutta e per tutta una vita.
Ho la sensazione che così non sarà mai più.
Non l'ho mai detto a nessuno, ma prima di entrare in sala operatoria ho pianto. Mi sentivo sola e nuova ed è terribile il giorno di un'operazione sentirsi soli e nuovi perchè è come un'onda gigantesca di emozioni che sommerge.
Il portantino mi guardava mentre mi scusavo per quelle lacrime inutili e i suoi baffetti mi facevano venire da ridere, ma continuavo a piangere ed è brutto sapere che il valium contribuiva a tutto questo. Era brutto vedere le cose muoversi, i baffetti ingrandirsi, non sentire le flebo, non sentire gli aghi. Non sentire più niente.
Piangevo perchè avevo paura ed ero sola. Perchè ero nuova.
Ora quelle lacrime mi mancano. Ma mi ricordo il momento prima di addormentarmi, gli occhi pesanti seguiti da una risata cristallina. Mi veniva da ridere. Mi sono addormentata ridendo.
Di solito la notte mi addormento tremando.
La stanchezza con cui mi vesto non è quella del lavoro che faccio. E' quella che mi porto a dormire di notte, quella che mi sveglia al mattino facendomi esplodere il cuore nel petto.
Ogni
fottuta
mattina.
Mi sento e sono stanca perchè non ho forze. Sono un'automa che fa quello che deve fare nei suoi orari precisi e basta, niente di più.
Niente
di
più.
Non piango neanche più perchè non ho la forza per farlo. Piangere è da deboli, e anche se questo è il momento per essere deboli io sono troppo stanca per sentirmi così.
Un dolore altroce che mi scuote il corpo per farmi risvegliare, che mi stordisce per farmi addormentare. Io vorrei che tutto questo finisse.
Fi
nis
se.
Mi rannicchio sotto il freddo per non pensare più. Vorrei davvero che le cose fossero migliori di così, che andassero diversamente. Ma sono persa e la strada si è nascosta veramente bene.
Così guardo film, fotografie, testi. Cerco di distrarmi, ma lo sento sempre il silenzio. Lo sento sempre.
Permettimi di salvarci.
Circondarsi di. Solo per. Incomprensione delle.
Ecco come mi sento. Senza un finale.
Strofino i denti e la lingua con forza. Voglio pulire la mia bocca dal silenzio.
Questa tinta nera che colora le mie giornate inesorabilmente, come una tortura lenta.
Voglio strofinare via il silenzio dal fumo denso, dal freddo intenso, dalle mie mani che urlano e gridano parole precise. Incido i miei denti a forza sulle nocche, sul palmo, sul pugno chiuso.
Voglio scacciare via questa negra sombra di dolore.
Disinfettare il mio mondo dal silenzio.
Giorni che si susseguono vuoti, uno dopo l'altro. Uguali e siamesi.
A volte ho come la sensazione che in realtà il tempo per me si sia fermato. Sto vivendo un unico grande giorno che non finisce con la buonanotte e non inizia con l'alba. Un unico grande giorno fatto da ore che alternano luce e buio.
Ed è come se qualcuno si divertisse a spegnere ed accendere la luce per farmi paura. Non si può giocare con il mio cuore troppo a lungo. Potrebbe accorgersi di non esistere più, e quindi smetterebbe di sperare.
Non sono una professionista, non ho la cura.
Manchi, dentro.
Ma faccio finta di niente, faccio finta di non vederti ovunque. Faccio finta di non sentirmi i tuoi occhi addosso.
In fondo.
Woke up and for the first time the animals were gone
It's left this house empty now, not sure if I belong
Yesterday you asked me to write you a pleasant song
I'll do my best now but you've been gone now for so long
The window's open now and the winter settles in
We'll call it Christmas when the adverts begin
I love your depression and I love your double chin
I love most everything you bring to this offering
Oh I know that I've left you in places of despair
Oh I know that I love you so please throw down your hair
At night I dream without you
And hope I don't wake up
Cause waking up without you
Is like drinking from an empty cup
Woke up and for the first time the animals were gone
Our clocks are ticking now so before our time is gone
We can get a house and some boxes on the lawn
We can make babies and accidental songs
I know I've been a liar and I know I've been a fool
I hope we didn't break it but I'm glad we broke the rules
My cave is deep now yet your light is shining through
I cover my eyes, still all I see is you
Oh I know I've left you in places of despair
Oh I know that I love you so please throw down your hair
At night I dream without you
And hope that I don't wake up
Cause waking up without you
Is like drinking from an empty cup
La tua assenza c'è in tutte le cose che ho.
Ci ragiono, ci penso, ci rifletto. In qualche modo cresco, ed è questo che mi rende più forte. Crescere ancora, perchè non serve sprofondare e mandare a puttane tutto. Ho un mondo che è crollato, Noi. Ho un mondo da costruire ancora, Io. E tutto quello che ho intorno mi aiuta ad andare avanti, mi dà una mano quando sto cadendo e credimi che scivolo troppo spesso, nonostante siano passati pochi giorni. Un'infinità di pochi giorni.
Una lunga settimana di dolore privato, quasi taciuto. Episodi raccontati a tratti, sfoghi sempre contenuti. E' un dolore privato che non nascondo, ma lo rendo invisibile perchè non serve lasciarmi schiacciare. Sono più forte questa volta. Più matura.
E' qualcosa che non avrei mai voluto affrontare, non con (senza di) te. E' qualcosa che mi spaventa, ma per la prima volta tengo gli occhi ben aperti, e non li chiudo sperando che tutto passi da solo.
Perchè io è questo che ho imparato a fare: ad affrontare le cose, a sviscerarle, a snodarle e a guardare come sono fatte dentro. Anche se fanno male, anche se mi sento senza un cuore vivo, anche se. Anche se. Anche se.
Ce la faremo insieme, anche se.