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Sono ferma immobile sullo stesso punto. Lui parla, io ascolto, io parlo parlo parlo parlo ma non mi smuovo. E' come se ci avessi messo le radici. Lì, proprio lì. E non mi smuovo.
E allora tanto vale perderci ancora tempo, tanto vale impegnare la testa per un'ora il mercoledì pomeriggio, che mi sembra solo di perdere tempo. Che poi a volte è diventata una scusa per poter parlare, non tanto per analizzare, quanto per poter dire quello che non dico mai a nessuno, nemmeno a me stessa. Forse fanno troppo male, come verità, o forse me le nascondo davanti agli occhi, così da poterle vedere ma senza farlo realmente. Le vedo sfocate, a volte distolgo lo sguardo e improvvisamente non sono più lì.
La verità ora è che è una perdita di tempo. Il mal di testa mi massacra, potrebbe essere questo. Ma resterebbe comunque una perdita di tempo.
Quindi non lo so.
Così non ce la faccio. Il lavoro che cerca di farsi spazio nella testa, le distrazioni, la musica, le persone, il silenzio che mi schiaccia al mattino presto. E' tutto ovattato. Le persone posano oggetti pesanti senza far rumore. E' un pò come quando nevica e le macchine improvvisamente diventano buffi aggeggi che non emettono un solo rumore. Le persone parlano ma io non ricordo, non ricordo. Non capisco quello che mi dicono perchè neanche io emetto rumori.
Ed è passato solo un giorno.
Così non ce la faccio, perchè non è questo che voglio. Io voglio quel divano rosso e scomodo, voglio l'odore stantio di quella carta da parati, voglio le sigarette che si accumulano. Voglio ritagliarmi lo spazio in te.
Io non ce la faccio.
Le torri dell'elettricità diventano spettrali altezze da cui mi piacerebbe poter vedere più lontano. Oltre il grattacielo, che non penso lo gratti veramente ma piuttosto aiuti a sostenerlo. Sarebbe un gran lavoro di raccolta di cocci rotti, se non fosse così. E i cocci di cielo scappano, sfuggono come se volessero scivolare via. Sgusciare fra le dita dei bambini, peggio della neve nel collo, credo.
I pensieri leggeri, questa volta li tengo per me.
Le giornate finiscono come finisce tutto. Il mio non è credere che il tempo non esista. Solo a volte mi piace fare finta che in realtà io possa controllarlo a mio piacimento. E' più semplice vivere e lasciarsi andare alla musica.
Il tempo che passa sono quei tre o quattro minuti lanciati a ripetizione durante un viaggio, o mentre sono qui fingendo che il tempo che mi divide da te sia già passato e che tra poco sarai qua ed eccoti. Eccoti. Eccoti con i capelli sciolti e poco altro da dirmi. Eccoti con le tue mani fra i miei capelli.
Riapro gli occhi e ti sento ancora qui. Eccoti.
Buon Amore.
Wake from your sleep,
the drying of your tears,
Today we escape, we escape.
Pack and get dressed
before your father hears us,
before all hell breaks loose.
Breathe, keep breathing,
don't lose your nerve.
Breathe, keep breathing,
I can't do this alone.
Sing us a song,
a song to keep us warm,
there's such a chill, such a chill.
And you can laugh a spineless laugh,
we hope your rules and wisdom choke you.
And now we are one
in everlasting peace,
we hope that you choke, that you choke,
we hope that you choke, that you choke,
we hope that you choke, that you choke.
Mi manchi anche se ho paura.
Natale non esiste. Non è Natale. Non è altro che una leggenda.
Ti sento cambiare così in fretta da non riconoscerti neanche. E lacrime che cadono, io non so più cosa fare. Mi hai spezzato il cuore.
Il mio cuore in frantumi nelle tue mani. Vorrei scomparire.
Svegliati. Sono io che mi avvicino a te nel cuore della notte per regalarti una delle nostre carezze. E' che ho bisogno di sentirti vicina, ho voglia di farmi asciugare le lacrime da te. E' difficile essere come sono senza di te.
Ho una forte tachicardia e vorrei che la tua mano fosse sul mio cuore per fermarlo, o almeno farlo rallentare.
Svegliati. Sono io che ti guardo dormire per qualche secondo, prima di crollare in un sonno profondo dal quale si esce solo grazie ai tuoi sussurri.
Svegliati, puoi anche scappare o andartene se vorrai, un giorno. Ma ti terrò stretta con il mio petalo spezzato, quello che ho provato più volte a ricucire ma che si è sempre lasciato cadere.
Io ti terrò stretta a me, e poi saranno solo mani nuove e cuori colorati.
Io ancora devo realizzare quello che è successo quella sera. Devo ancora capire bene la fretta con cui sono passate le canzoni. Devo ancora ingoiare tutte le lacrime che sono arrivate fino alle mie viscere quando è cominciata "Quello che non c'è". E devo ancora amare questo gruppo che fino all'ultima canzone mi ipnotizza, mi incanta, mi emoziona e mi ama. Si, perchè mi sento amata quando suonano, perchè canto a squarciagola e perdo la voce, e salto e stringo la mano alla mia migliore amica che non sa quanto sia importante per me quel gesto così intimo in quella canzone.
Non ho parole per descrivere questo concerto gustato fino all'ultima nota, come se fosse stato il cibo più buono di questa vita. E forse lo è stato.
E l'abbraccio fra me, mio fratello e la mia amica. Stretti insieme dopo tutto quello. Noi.
Il ricordo è più vivo che mai.
Rendersi conto che gli sforzi a volte funzionano è la sensazione più inebriante che abbia provato negli ultimi mesi. Non importa come, ci sto riuscendo. E' un modo sano, un modo controllato.
Scendono, scendono scendono ancora e io non lo vedo il cambiamento ma so che c'è.
Le ombre e i fantasmi ci sono sempre. Quella spirale di voglia di non riuscire aleggia sempre intorno a me. Ma per una volta la mia bolla d'aria è più forte. Per una volta respiro.
La strada del ritorno è sempre più breve. Ti ho nei vestiti, nei tuoi capelli che trovo sulla maglia. L'odore sulle dita, le labbra che ti sentono ancora.
Questa volta non è stato un sogno. Ho segni tangibili dentro di me, ho il tuo profumo ovunque, anche dopo due bagni e una intera giornata passata al freddo. La tua carne nella mia carne.
"Guardami cambiare forma dopo forma e ancora respirare i tuoi capelli dentro un giorno nuovo"
Io non me ne andrò più, da noi due.
Penso poco, mi concentro su altro.
Fra sette giorni ti rivedrò di nuovo, potrò dirti tutto quello che non ti ho detto e leggerti negli occhi quello che mi vorresti non-dire. Sono pronta a tutto.
Per te.
Mare dentro, in alto mare - dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell’incontro.
Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell’universo:
L’abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci fino a vederci trasformati in
un unico desiderio
Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco
che va ripetendo, senza parole: più dentro,
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.
Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perché io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli.
(Ràmon Sampedro)
Di cosa sei fatta dentro a questo cuore? Di pietra viva, immobile e rigida. Sanguini come se avessi qualcosa da lasciarmi dentro, ma non ce n'è bisogno.
E' il tuo ricordo, quello che tengo più stretto a me.