Feelings are goners.
Che cosa ho fatto? La mia stupida idea di evitare il vuoto intorno creandolo io stessa. La mia stupida ossessione di perderti quando invece mi potresti stare vicina ed ascoltare. Nel peggiore dei casi insultarmi. Ma comunque amarmi.
Io sto perdendo tutto questo. E come te lo spiego? Come faccio? Con parole mie, è ovvio. Ed è anche ovvio che sono la più grossa delle stronze in circolazione.
Io aspetto. Aspetto, giuro che aspetto dovessi fare le ragnatele qua, immobile. Io aspetto.
Ti aspetto.
Si torna al punto di partenza? Io che ti giuro che cambierò? Io che mi rendo conto della merda che sono solo quando sto per perderti?
Mi sento soffocare ma non da te. Se ti dico che non riesco ad aprirmi è perchè non voglio tirarti dentro. Credimi, non è facile trattenersi dall'urlarti cosa c'è che non va, cos'è che mi fa stare così. Vorrei buttare fuori tutto ma non posso.
Mi senti lontana? E' solo che voglio tenerti un pò a distanza per non farti del male, per non arrivare alle due di notte ad istigarti all'odiarmi, per non farti vedere di nuovo che non sono poi così cambiata.
Voglio vivere dietro ad un velo che ti fa vedere quello che non sono. Perchè potrei perderti per sempre se tu mi vedessi.
Nel mio letto dorme una chitarra. Lo fa placidamente, la sveglio ogni tanto durante il giorno solo per farla vivere.
Nasconde le note, le tiene rinchiuse nel suo ventre di legno. Potrebbero scappare ma non lo fanno perchè mi aspettano e quando le libero entrano ovunque. Entrano nei miei occhi, entrano nel mio naso e nella bocca. Escono sotto forma di parole accennate. Penetrano le mie dita, scopano con il mio cuore.
Le orecchie le lasciano vergini, solo per farsi apprezzare meglio.
Pensavo che le cose sarebbero cambiate, invece mi trovo al punto di partenza. Io ci ho provato, ma questa mattina sono crollata. Dovevo farmi male in qualche modo e sono crollata.
Reggere le piccole sconfitte (apparenti) mi è più difficile che affrontare qualunque altra cosa. Perchè è quando sto sul podio che mi rendo conto di avere le gambe di cristallo?
E il cuore ringrazia, l'ennesimo cedimento strutturale. L'ennesimo fallimento. E il cuore ringrazia, grazie davvero stupida presuntuosa. A pezzi di nuovo.
Ho sentito delle mani alla mia gola. Questa volta c'erano. Un'altra passava fra le mie gambe e mi dibattevo, mi dibattevo. Morivo senza morire.
Questa è la mia notte.
Imparare a suonare una delle mia canzoni preferite mi ha dato scosse in tutto il corpo. Mi sono sentita improvvisamente davvero capace. Non è una canzone difficile, ma fino ad un'ora fa ignoravo cosa significasse sentirla suonata da me, sentire le note che dalle dita passavano alle mie orecchie. Sentirla mia, davvero mia fino in fondo.
Davvero mia.
Courtney Love decide di fare la slut con me per fottermi alla grande. E mi si avvicina quasi scendendo dal palco con le sue ali e i suoi micro vestiti e mi sussurra "Tu sai fare questo con le dita" e mi scopa davanti a tutti mentre Melissa suona e canta in una maniera incomprensibile.
Non sta succedendo non sta succedendo non sta succedendo "Tu sai fare questo con le dita". Scompaio. Un autografo su un vinile, non sta succedendo, stronza mi stai scopando ti sto scopando è solo un sogno tu non meriti il mio rispetto ma ce l'hai.
Si sbriciola fra le mie mani.
Non sopporto il dolore che non posso controllare. Quello che mi immobilizza a letto per giorni, senza poter uscire neanche per una boccata di nicotina.
Quello che mi procuro io posso gestirlo, ma questo che sento ora mi blocca senza che io possa combatterlo in nessun modo.
La fame mi assale ma l'affogo senza pietà. Devo controllarmi controllarmi
controllarmi
posso farcela, se ci provo.
E succede così, senza che neanche io me ne accorga. Il mio bisogno di dar sapore alla vita questa mattina si è trasformato in realtà.
Piangere mentre si cerca di gustare, ricordare le cose belle dell'infanzia, la mia nuova vita che esplode e il bisogno di abbracci.
Oggi è decisamente un giorno migliore.
E alla fine tutto cambia. Tutto deve cambiare perchè se le cose dovessero restare sempre le stesse la terra non girerebbe il sangue non scorrerebbe e la sabbia non sarebbe così bella da stringere da mani dure come denti.
Ho paura, ma non me lo dico così non la sentirò. Ho paura davvero, cosa sarà dopo?
Forse prendo tutto troppo sul serio.
A volte ti penso ancora ma non mi fai più male. Mi chiedo come ho potuto essere così.
Mi piacerebbe sapere se sei sparita sotto la coca o se ti sei un pò risollevata, se hai smesso di essere quello che non sei e di fare del male alle persone che ti amano, sempre se ce ne sono ancora. Non mi fai più male da così tanti anni che ho dimenticato i particolari che ti contraddistinguevano e adesso sei soltanto un nome e una città lontana lontana.
E dimmi, com'è ammazzarsi respirando? O bevendo? E dimmi, com'è essere consapevoli di aver distrutto almeno una vita sul tuo cammino?
Queste poche parole le dedico a te, immersa nella tua merda come non mai.
In fondo ti è sempre piaciuto così, per te la vita era (è?) come farsi un piercing da soli. Per te i sentimenti sono sempre stati un'opzione discutibile.
Alla vigilia del mio cambiamento mi vieni in mente tu, ed è veramente ironico perchè l'inizio di tutto il mio male sei stata tu. E' ironico davvero perchè io mi sto risollevando, io ne sto uscendo (o mi illudo di farlo) ma comunque ci sto provando. Ed è ironico perchè tu per me sarai sempre la voglia di tagliarsi per ogni minimo errore e per il non essere mai stata veramente adeguata.
Ma per chi, poi?
Sento una stretta al ventre che non mi abbandona dal mio risveglio. All'inizio è paura, la sento annidarsi e stringermi come un serpente. Poi si trasforma in qualcosa di completamente diverso.
Piacere. Diventa inaspettato piacere, desiderio carnale. E tu non sei qui con me.
Come si fa a creare una canzone tanto perfetta senza perdere la voce nell'urlare dalla gioia?
Ecco cosa amo di Alanis Morissette: la sua voce portata al massimo, magari non è quello il massimo della sua voce, ma mi piace pensare che sia così.
Lo dice anche lei "At the top of my voice". C'è un punto preciso in cui, anche se sta facendo una nota altissima, la sua voce vibra come se volesse scoppiare in qualcosa di più bello ed è lì che mi avvolge, è lì che mi fa vedere tutta la sua Bellissima luce.
E' lì che mi rendo conto che mi sta per esplodere il cuore diventando un giglio colorato di rosso.