Feelings are goners.
Io non ci voglio credere a questa assenza che sento di perle e diamanti. Morsi sulle mani per evitare il contatto.
Parlo di un lungo sonno da cui mi sto svegliando. Qualcosa di simile ad un coma emotivo. Ci sono troppe novità che ora come ora fatico a reggere.
Mi sono congelata sei anni fa e mentre tutto andava avanti io restavo ferma. Parlo di un lungo sogno a cui non credo, in realtà.
A volte mi chiedo come sarebbe stato aver vissuto tutti questi anni al posto di averli guardati passare.
Provo a scrivere senza musica, questa volta. E' il silenzio quello che voglio per poter dire e ridere delle stesse cose.
Muore il vento, e tu con lui. Ti ho uccisa io perchè ero stanca di aspettare benedizioni e parole che tanto non mi avresti mai detto. Ti ho uccisa per il MIO bene. Muore il vento, e io lo seguo un pò per poi cambiare direzione. Le colpe peggiori sono quelle che mi hanno seppellita per anni.
La mia pelle è rosa e Viola e poi basta lavarmi per far andare via tutto.
Muore il vento e muoiono tutti. La mia lingua lecca solo silenzio.
Sai cosa ho visto ascoltando gli Yeah Yeah Yeahs? Ho visto che non è una giornata così terribile come di solito è. Ho visto i tuoi capelli sul mio cuscino la notte. Ho visto la solita immagine da film che però non mi è sembrata così scontata. Girare su me stessa ridendo come una bambina che si diverte per la prima volta.
Ho visto le tue mani intrecciate alle mie. E se è una bugia non mi interessa, se mi fa stare bene. E se è solo una stupida fantasia mi ci voglio immergere completamente.
Perchè mi fa stare bene.
Se mi circondo di persone è per sentirmi protetta. Quattro mura fanno un'armatura, le braccia che mi stringono sono diventate una sicurezza a cui aggrapparmi quando mi sento cadere.
Quattro mura mi separano volontariamente dalle braccia altrui. E' che a volte non lo sopporto il contatto ma lo vorrei con tutta me stessa. E' che a volte non vorrei dover scambiare aria e ossigeno e smog e fumo con chiunque. Vorrei poter avere una specie di scatola tutta mia in cui si respira solo la mia aria, in cui io respiro qualcosa che è mio e basta. Vorrei potermi appoggiare alla mia scatola di vetro e guardare tutto da lì dentro, al sicuro. Potrei anche essere invisibile, se mi sforzassi un pò di più nella mia testa.
Condivido sigarette. E' un gesto intimo fumare mentre io tengo la sigaretta, vero? E' come un bacio, scambiarsi qualche tiro. Labbra su carta, carta su labbra. Scambio con le tue labbra l'umidità delle mie in questo bacio a distanza.
Sarà così per sempre?
Potrebbe essere mattina. C'è ancora pioggia e io mi fermo ad ascoltarla. Non è un movimento romantico il mio perchè lascio cadere quello che ho in mano e mi fermo ad ascoltare.
Ferma, immobile. Ogni rumore che non è pioggia è mio nemico. E' come essere una bambina la mattina di Natale, quando ancora ci credi ed è tutto rosso come babbo natale. Ma è un rosso positivo.
L'ennesimo tuono scuote la mia stanza che salta con Idioteque.
Oggi è proprio settembre. Ho deciso di restare a letto un pò più del solito solo per godermi questa pioggia che aspettavo. C'è anche un pò di nebbia ma non è entrata dalla mia finestra.
Una cascata di fumo al contrario e oggi è proprio Settembre. Finalmente.
Ho paura che sia una voce che riconosco quella che ascolto da ore ininterrotta eppure questo caldo non mi scalfisce neanche un pò. E' sudore freddo il mio. Immobile tosse.
Ci sono dei rumori ma io alzo la musica così non li sento e se deve essere sia e se domani avrò vergogna di me che sia così le mie mani saranno sporche solo del mio sangue.
Cos'è che mi rende vergine?
Non voglio diventare questo rimpianto color vomito e rum. Da piccola sognavo capelli lunghi e principi azzurri, vestiti bianchi e non sapevo cosa fosse il sangue, se non quello che usciva dalle mie ginocchia ogni volta che cadevo.
Non sapevo cosa fosse il vomito autoindotto prima di cominciare a bere e smettere di sembrare ubriaca da sola con due dita candide a farmi da sostegno, con pugni nello stomaco a darmi la forza, con un cuore che non regge più di tanto prima di fermarsi e poi ricominciare a battere solo per torturarmi ancora un pò. Il punk rock è una presa per il culo, e io questo l'ho sempre saputo, ecco perchè odio le etichette e suddivido tutto in "mi piace non mi piace" e non voglio altri cazzi e galleggio in questo rum che mi fa desiderare le candide dita con le unghie che crescono meglio solo per graffiarmi meglio perchè sono così piccola e io non sopporto più questo stato di silenzio, questo cuore che di nuovo si ferma per un attimo solo per prendermi per il culo come il punk rock che io non capisco. Hai mai toccato la tua ugola per smettere di urlare?
E io, e io, e io, e io e io non so più scrivere poesie, ma solo paranoie e rimpianti cantilentanti una pronuncia non mia.
Sei tornata, Sara Shuster. Rientri nei miei sogni a piccoli passi portandomi quaderni pieni di niente. Mi guardi intensamente negli occhi e ti chiedo di tornare a studiare insieme, che un'amica come te non l'ho avuta mai. Mai.
E ti guardo dritta negli occhi per carpire di nuovo il tuo segreto e a questo punto non sono più io. Sono te. Siamo due Sara Shuster identiche se non per un piccolo particolare di capelli. E mi tocchi la mano e io vorrei sciogliermi fra le tue braccia. Mi guardi ancora mentre fumiamo una sigaretta insieme. Lo spazio che ci divide è poco, fra un pianto e l'altro.
Eccolo, il contatto di labbra. Eccoci, questo è il momento che aspettavo da tanto anche se non esisti e sei solo frutto della mia mente.
Non ho paura di ammetterlo, ho preso spunto da te per i miei deliri inconsistenti. Riapro il diario, scritte rosse come le mie lacrime di allora, non mi vergogno di ammetterlo, odio te e il mio corpo schiacciato contro la verità.
Non ho paura ad ammetterlo che sono stata così stupida da crederci ancora ed ancora ed ancora ed ancora. Criptica e chiusa come un lucchetto di ghiaccio.
Il mio cuore è in equilibrio su un filo sottile. Cerca di non cadere, non scivola ma dondola. Basta veramente poco perchè si lasci andare. Ci vorrebbero due lunghi bastoni per sorreggerlo. Se si appoggiasse a terra portebbe finalmente riposarsi.
Se si lasciasse cadere sarebbe qualcosa di troppo veloce. E' come quando qualcosa succede improvvisamente. Lo schianto di una macchina, un colpo di pistola, il bicchiere che ci scivola dalle mani, la testa che sbatte, le ossa che cedono, l'anima che scompare.
Sembri un leone con tutte quelle paranoie, un leone codardo che si è nascosto per evitare di vivere.
Sembri tu con quella rimostranza e quelle movenze da nullità che non farà mai niente di buono.
Voglio una Jam Session fra il mio cuore e queste dita che si muovono e la mia anima che è distesa da qualche parte. Non so dove. Si può perdere un'anima?
Nel silenzio si snoda una canzone. E' come un gomitolo intero di parole e di note che sbatte fra l'armadio e il muro. Mi scioglie.
Bevo e dimentico. E' semplice. Dimentico di andare dove devo andare, dimentico di dormire e di respirare.
Voglio essere una bambina sfacciata con i codini e la camicetta bianca sempre pulita. Occhi grandi e cattivi e un sorrisetto convincente. Mani lunghe che sanno esattamente cosa prendere e cosa distruggere.
Voglio essere quella che pugnala alle spalle senza nessun rimorso. La perfezione nel clichè.