Feelings are goners.
Le parole che non ti ho detto sono quelle che auguravano la tua morte, Reye. Sono quelle che speravano che tu stessi male da morire e che ti rendessi conto di come mi stavi trattando. Me ne vergogno e a volte vorrei che non fosse troppo tardi per recuperare.
Eravamo amiche, ricordi? Le parole che non ti ho detto sono quelle che non hai voluto ascoltare per il tuo dolore che mi urlava in faccia. Sono quelle semplici, quelle ingenue e innocenti.
Scusa.
Io non sono questa. Non sono la ragazza che si contiene, non sono quella che non beve perchè. Sono quella alcolizzata, che è capace di bere birra e risultare ancora lucida dopo due litri, sono quella che se ne sbatte dei pericoli e fa le cose. Quella nascosta.
Io non sono così. Io non sono da prendere in giro, io sono da vino e canna e ancora vino e poi via a vomitare. Ma sono io, io comunque.
Non sono quella che si fa scrupoli del fatto che essendo lucida può godersi le cose.
Io sono quella che può. Punto.
La tua voce ha una lascivia naturale, mentre canti. Sembra quasi che tu stia indicando alla tua bassista il tuo cazzo, il punto esatto dove cominciare a leccare e succhiare. E tutto quanto pesa e io ti immagino preso dalla tua chitarra anche se non mi piaci come persona. Mi piaci come chitarrista, mi piacciono le tue canzoni. Ma come persona devi essere una merda.
Quindi urli e stridi come in quella famosa canzone e poi ti lasci andare al piacere, che io lo so che l'eroina in realtà non ti toglie il desiderio e vorresti fartela ancora, ma te l'ha rubata un altro e sei entrato in crisi ed in terapia, proprio mentre lei diventava più bella e più donna, con i suoi capelli neri e i suoi piercing messi nei posti giusti.
Poi sussurri che Settembre ci porterà via con sè e io ti ascolto rapita perchè mi sento così vicina alle tue mani anche se mi fai schifo come persona e vorrei saper suonare come te come te come te.
In me.
Non ho la capacità di pensare, oggi. Sono intontita e spenta e non mi importa molto di quello che mi succede.
Un giorno o l'altro avrò la mia vendetta fatta di petali e spine. Allora sarò felice.
Apro la mano a tempo di musica. Mi ritrovo sbalzata dentro la pelle, fra le vene e i piccoli frammenti di composizione floreale che dovevano fare parte del mio nome, quando me l'hanno dato.
Nei miei sogni le persone che ho amato e che ho odiato si radunano tutte. E' come se fosse un funerale, ma tutti mi parlano e mi guardano. Possono vedermi.
Nella realtà sono invisibile, o quando non lo sono attiro l'attenzione per la mia goffaggine. Nei miei sogni tutti mi abbracciano e mi stringono e io mi sento come se dovessi andarmene. Come se non ci fosse altro che un lungo viaggio che mi aspetta. La meta è sconosciuta. Poi compari tu che mi stringi e mi baci e mi dici che mi ami ma che così non ce la fai.
Mi viene da vomitare e non sto bene. Questa è la realtà. La realtà è che ho fallito tutto quello che ho fatto nella vita. La realtà è che sono invisibile a me stessa, prima di tutto. Non ho mai avuto priorità o cose del genere. Non ho mai avuto la capacità di valutare i miei veri limiti e ho sempre cercato di andare oltre. Stupida. Stupida. Non posso volere di più perchè non lo merito.
Finisce così? Mi lascio così? Si. Credo proprio di si. Si, credo proprio che sia così.
Perdente. Perdente.
Ecco i soliti pensieri che si riaffacciano e mi sento schiacciare e non respiro. Perdente. Com'è sentirsi vivi? Com'è vivere con delle certezze e senza confusione mentale?
Com'è essere felici?
Com'è sentirsi soddisfatti e non vergognarsi di sè stessi?
Esplodo. Prima o poi esplodo. Per ora è tutto bloccato sotto lo sterno, è lì incastrato e non sale, non esce dalla bocca, non attraversa le dita, non è contro un muro. E' lì e non si muove.
Esplodo. Non esce e resta lì. Non esco e mi sembra che mi manchi l'aria, e mi manca l'aria e vorrei solo uscire ma ho paura.
Paura. Non voglio avere paura. Non voglio uscire di casa.
I want to be someone else or i'll explode.
E' bello quando la pioggia ti bagna i pensieri e ti prendere tutta l'anima per farti sentire meglio. E' bello vedere le altre persone ballare incuranti dell'acqua con una bottiglia di vino in mano. E' bello guardare la gonna di una ragazza mentre danza al ritmo di canzoni anni 70. E' bello girarsi e guardare le persone che amo che si divertono anche se piove. E' bello sparlare di pettegolezzi.
E' bello quando mi sento libera. E' bellissimo quando progettiamo una giornata di fotografie che non sapremo mai se verrà fatta realmente.
E' bellissimo sentirmi così bene, nonostante la calca e gli spintoni indesiderati.
E' stupendo chiedersi dov'è che si ha sbagliato nella vita e fregarsene della risposta. Almeno per questa volta.
Non voglio che il passato ritorni confondendomi le idee.
Non ti sento da 9 giorni ed è come se stesse crollando tutto. Lo so che ci sei, ma non ti sento. Lo so che ci sei ancora, ma non ti sento.
Dove sei?
Se io solo potessi avvertirla, la tua ruvidità. Non ho parole per quel che riguarda la tua bellezza. Una porta socchiusa è il mio spioncino verso il mondo.
Ora arrestatemi per atti osceni verso me stessa.