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domenica, 21 maggio 2006

Sono io la ragazza che guarda la prostituta controluce? Quella con qualcosa in mano, ha una spada forse. E allora io dico "tagliami a metà". E allora io dico "uccidimi mentre mi dici che la vuoi smettere con questa vita".

Festa del borgo antico, ieri sera. Musica, risate. Guardo gli altri ballare, e anche se avrei voglia di unirmi a loro, non ce la faccio. Troppa gente, il mio corpo sgraziato preferisce restare fermo piuttosto che dare soddisfazione all'inutilità di certi commenti. E allora mi blocco, resto ferma, penso solo alla musica e fingo di non esserci neanche questa volta.

Quando vengo guardata, sorrido, anche se non dovrei. Mi sono spenta così. Ho girato la chiave delle paranoie e mi sono spenta così, senza nessuna possibilità di uscita.

Voglio un pensiero superficiale che renda la pelle splendida.

Voglio essere davvero come tutti gli altri e fregarmene. Le mani mi prudevano. Avrei solo voluto un taglierino con me. Io e un taglierino soli in una stanza.

postato da: Deathshake alle ore 14:31 | link | commenti (4)
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lunedì, 15 maggio 2006

Mi sento come ricaricata. Sto scoprendo la cultura sotto varie forme. L'arte in quello che mi piace fare. Sono ancora all'inizio, ma sento delle forze che prima non avevo.

E ho perso peso, ma è stata una cosa naturale. Io ottimista? Da quando? Da ieri, forse. Forse finirà questa sera, ma me la voglio godere tutta questa sensazione. Così prendo la mia macchina fotografica ed esco a divertirmi un pò. In fondo è tutto quello che posso e so fare.

postato da: Deathshake alle ore 16:03 | link | commenti (5)
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domenica, 14 maggio 2006

Oggi è la prima giornata di sole che mi piace. Da anni. Non rifiuto il calore, non rifiuto la luce. Mi espongo al calore senza paura.

Foto in bianco e nero per decorarmi l'anima. E' come bloccare il tempo e lasciare spazio ai ricordi. Oggi è proprio una bella giornata.

postato da: Deathshake alle ore 15:27 | link | commenti (1)
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Una volta dividevo tutto in ciò che è alternativo e ciò che non lo è. Era una mentalità stupida. Sentivo il bisogno di appartenere a qualcosa, anche se in realtà non lo volevo.

Voglio starmene per gli affari miei, anche se la solitudine mi spaventa. Accendo ancora tutte le luci, se sono in casa da sola.

Io non sono mai stata alternativa. Volevo fortemente esserlo, volevo fortemente essere come tutti quanti perchè sapevo di non appartenere a niente. E in che mondo posso vivere, se io non ci sono? E come dovrei essere, se non ho un mondo dove vivere?

Una volta pensavo che a 21 anni non sarei più stata così depressa e triste. Mi sbagliavo alla grande.

postato da: Deathshake alle ore 00:26 | link | commenti
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mercoledì, 10 maggio 2006

Bene. Sono al punto di rottura. Bene. Sono arrivata al limite del mio potermi amare.

Quasi un anno buttato via. Un anno che butterò via. Mi sento sull'orlo del precipizio. Mi sento di nuovo come se non fosse mai cambiato niente, come se io fossi sempre la solita. Come se ogni sforzo fosse stato vano.

Bene. Il punto di rottura. Lo attendevo. Sapevo che sarebbe arrivato, prima o poi. Sapevo che mi avrebbe colta di mattina appena sveglia. Quando sono più debole e già ferita. Bene. Non ho calcolato la sua mossa. L'ho ignorata deliberatamente. I vizi non si estinguono con qualche promessa.

postato da: Deathshake alle ore 11:34 | link | commenti (2)
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domenica, 07 maggio 2006

Io aspetto. Di rumori strani non ne voglio più sentire. Di musica che rallenta e scricchiola ne ho abbastanza. Come posso raccontare quello che sento, se non lo so?

E' come una fitta nebbia che non mi lascia intravedere neanche le mani.

Ora sono le mie ossa a scricchiolare. Ho sbattuto distrattamente contro qualunque cosa, oggi. Volevo solo qualche altro livido da guardare e toccare. Mi sento un pò una bambina, ma quel colore di sangue bloccato mi piace da morire.

Da morire davvero.

I sentimenti sono un caso perso, le sensazioni ormai sono smarrite. Vorrei che si capire cosa sto cercando di dirmi da mesi, ma faccio finta di niente.

E avanti così, come se il domani non fosse altro che il figlio dello ieri che voglio dimenticare.

postato da: Deathshake alle ore 23:31 | link | commenti (1)
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Ho bisogno di tranquillità. Questa solitudine che sto creando lentamente, è solo una scusa per non affrontare la realtà. E' un altro muro che costruisco, solo per sentirmi al sicuro.

Se sono rinchiusa in me, nulla mi potrà fare male. Vi sfido ancora, folletti sadici. Feritemi ora. Provateci, se ci riuscite.

Ho preso a calci anche i cattivo umore, pur di stare peggio.

postato da: Deathshake alle ore 18:16 | link | commenti
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Fiera del libro 2006 (06/05/2006)

Un sabato completamente diverso dal solito. Mi sono immersa in mezzo a tutti quei libri, tutto quell'odore di carta che mi ha inebriata a fondo. Ho acquistato poco, purtroppo. Un libro di Charles Baudelaire ("Il giovane incantatore"), un libro di J.R. Ackerley ("Mio padre e io") e un libro di Isabella Santacroce ("Luminal"). Inutile dire che avrei voluto comprare tutta la fiera.

E' stato strano. Incontri inattesi, come quello con Meg che mi ha stupita e mi ha lasciata senza fiato. Alessandro Bergonzoni, che mi ha fatta ridere e sorridere. E tutta quella gente che era lì per mi libri mi ha stupita. Non pensavo che ci fossero ancora così tanti amanti di questi piccoli tesori. Tesori in tutti i sensi, visto i costi esorbitanti di ogni titolo.

Mi sono sentita bene dopo tanto tempo. Ero dentro il mio universo, e ora ho ancora più fame di libri. La folla non mi ha spaventata, anzi. Mi ha resa più combattiva che mai, ero determinata a sgominare le mie paure.

Aria frizzante e acqua da respirare, grazie.

postato da: Deathshake alle ore 12:49 | link | commenti (1)
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lunedì, 01 maggio 2006

Not forgotten (ballad for my uncle)

Le labbra servono per baciare e parlare. Ho chiuso con una catena alcuni ricordi, un luogo che ora non esiste più. Bastano un pò di colori, alcune volte, e tutto torna chiaro e limpido come prima.

Ripenso al sogno della scorsa notte. Ti potevo abbracciare ed eri vero. Sapevo che eri morto, ma vederti di solito era normale. Poi ti abbraccio. Ti abbraccio e mi rendo conto che sei vero e allora ti stringo e scoppio a piangere.

Ti dico che ti amo, proprio con queste esatte parole, e solo dopo penso al fatto che sono esagerate e mi correggo. Ma no, alla fine non sono esagerate. Alla fine è quello che provo. Tu intanto mi stringi e mi dici che va tutto bene, che mi vuoi bene.

Te ne sei andato quando ero ancora "piccola". Avevo 11 anni, è vero. Era luglio, credo. In quel luglio ho capito esattamente cosa fosse la morte. Prima di allora era solo un "dopo" quando finiva l'adesso. E' stato lì, che ho cominciato a perdere qualcosa di essenziale, questo lo so. Ma sono perdite che vanno calcolate, che vanno tenute in conto perchè questa è la schifosa vita e questo è quel dopo che c'è anche adesso, volendo.

Mi manchi, questo si. Questo tanto.

Le labbra servono per baciare e per parlare. Le labbra possono piangere.

Non sentirò più quel sapore dolce e delicato delle caramelle che ci regalavi.

postato da: Deathshake alle ore 02:22 | link | commenti (2)
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