Feelings are goners.
Piegata di nuovo sulla tazza del cesso. E' la sesta volta in due giorni.
Ho trovato la soluzione più facile e veloce per me.
Chiedo solo un pò di pietà. Solo un pò. Ennesima sigaretta.
Dovrei raccoglierli tutti, i miei pensieri. Ma in questi momenti mi viene solo voglia di sedermi per terra e fissare il nulla. Perchè è questo che mi piace fare, perchè è l'unico modo che ho per fermarmi un attimo.
Dovrei rivederli tutti, i miei progetti. Capire dove ho sbagliato e perchè. Ma mi lascio sommergere da delle paranoie da bambina piccola. I miei capricci si sono spinti troppo in là e ora sono in serio pericolo. Non posso sempre prendere e mai dare. Mai mai mai mai mai.
Ieri mi sono guardata allo specchio di un bar. Volevo scomparire.
Dovrei raccogliere le mie paure e leggerle di fronte a degli sconosciuti.
Lo sento battere sempre più forte, questo cuore di vetro. Si sta crepando. Troppo peso fuori. Troppo buio dentro.
Cammino a testa bassa, non mi va di guardare dove sto andando. Forse sono di nuovo ferma. E vorrei afferrarla la luce, ma tutto ciò che mi piace è in bianco e nero e non chiede conferma.
E' quello che non sono riuscita a scacciare, che mi tormenta costantemente.
Lo sento smettere di battere ogni tanto, questo cuore di vetro. E' crepato e suona una musica tutta sua, senza un senso compiuto.
Dov'è finita la salvezza certa?
Promises, promises
I'm feeling burned
You taught me a lesson
I didn't want to learn
Why did I come here?
Please tell me again
Why did you ask me?
Don't say you forget
I long for, I long for
I long for my home
I long for a land where
No man was ever known
With no neurosis
No psychosis
No psychoanalysis
And no sadness
I'll pick up the pieces
I'll carry on somehow
Tape the broken parts together
And limp this love around
Limp this love around
Mi girano le palle in maniera vorticosa.
Mi devo inginocchiare e chiederti scusa? Per cosa poi?
A questo prezzo non ci sto. C'è stato un fraintendimento che è diventato una frana di forma esponenziale. Non volevo rovinarti la serata, ma ti sei chiusa subito a riccio e non hai lasciato nessuna via per le spiegazioni.
Così non mi va proprio.
Sogni troppo strani da poter classificare.
Ho la tachicardia dal mio risveglio. Sento il mio cuore battere in modo strano, diverso dal solito. E' come un tonfo profondo. Come se si spezzasse ogni tanto. Mi fa salire groppi pesanti in gola.
Ma non ho lacrime da versare, non questa volta.
Vorrei svegliarmi e ricominciare da capo. Smetterla di fare errori stupidi e sentirmi una persona migliore, per una volta.
Voglio fare una piccola variazione di scrittura sul mio esame di pratica di oggi. Per la patente.
Bocciata di nuovo, ovviamente. Ma non per colpa mia.
L'esaminatore (faccia pulita, pizzetto da sfigato e voce flebile e veramente troppo calma) come è salito in macchina aveva già capito che tipo ero.
Guardava ogni tanto quello che facevo. Mi diceva che non guardavo gli specchietti (cosa non vera, ma non è che posso spiaccicarmi la faccia contro il finestrino), che andravo troppo forte (non ho mai superato i 45 km orari su un lungo viale VUOTO della mia città) e mi ha accusato di non aver dato una precedenza ad un autobus. Ora, immaginatemi in macchina, tesa, che mi fermo per vedere se c'è qualcuno a cui dare precedenza. Ecco, non c'era nessuno. Nessuno nell'arco di chilometri. Ora, brutto pezzo di merda sfigato, dove cazzo l'hai visto quell'autobus? E il mio istruttore di guida che gli dava anche ragione.
"Ho tollerato il fatto che non guardasse gli specchietti, ho tollerato la mancata precedenza".
Poi, sul più bello (cioè alla fine, quando mancava poco alla fine dell'esame), ha deciso di bocciarmi perchè secondo lui sarei andata contro mano. Dunque, svolto a destra, come lui mi aveva chiesto di fare, e mi trovo una macchina ferma (tipo parcheggiata in SECONDA FILA) subito dopo l'incrocio. Per non prenderla in pieno (visto che non si muoveva), allargo un pò di più la curva e lui mi dice "LEI STA ANDANDO CONTRO MANO, ACCOSTI". Ora, razza di segaiolo deficente, dimmi tu cosa devo fare. Forse devo prendere in pieno la macchina? Forse devo bloccare l'incrocio fermandomi e quindi disturbando la viabilità? E poi, pezzettino di escremento di mosca, io non sono andata contromano. La ruota sinistra a superato la linea, ma non mi hai neanche lasciato il tempo di migliorare la manovra. SPERO che tu ti sia divertito ad umiliarmi dopo dicendo "Eh, ma lei sa guidare, la sa tenere la macchina", perchè io non mi sono divertita per niente.
Perchè se so guidare tu DEVI darmi la patente, soprattutto se non ho fatto gli errori che tu mi hai attribuito.
Ora, razza di sfigato senza palle, prega che quando avrò la patente non ti incontrerò mai per strada, perchè allora si che andrò contromano, ma per metterti sotto.
E sono altri 50 euro buttati così, nel cesso. Per cose che so fare. Cos'avevo di sbagliato? Il piercing? Gli occhiali? Sono troppo grassa? I CAPELLI TROPPO LUNGHI?
Più di così non so che fare deficente. Prega che non ti ritrovi mai.
Partire di nuovo, quando meno me lo aspettavo. Partire per andare in un posto che conosco come Casa. Più forte di ogni legame di parentela.
Due estranee, per caso amiche.
Viaggiare da sola mi rende calma, tranquilla. Mi lascia il tempo per pensare, anche se il viaggio dura 15 minuti, o un'ora o chissàquanto. Alla fine sto scappando, e lo so. Ma preferisco scappare, piuttosto che soffocare.
Ho questo magone forte, questo groppo in gola che mi rende difficile anche solo respirare.
Una profonda depressione da cui non riesco ad uscire. A volte mi sembra di farlo apposta.
Sento di non saper amare. Forse ho lasciato tutto in fondo alla casa rossa e quello che sono adesso non è altro che una pallida imitazione di quello che potevo dare. Perchè vacillo?
Mi sento distante. Mi sento persa in un posto buio e senza uscite, senza aria. Ti sento distante, anche se non è colpa tua. A volte penso che così non ce la faccio. Così non ci riesco e vorrei cancellare tutto con un colpo di spugna. Io non vorrei esistere, non dovrei esistere.
Mi sento distante. Distante e senza possibilità di comunicare. Ho lasciato che le porte dentro di me si sigillassero da sole. Il tempo ha fatto il resto e io non ho fermato questa giostra. Questo carosello fatto di vuoto.
Questo vuoto che fa parte di me.
Sono fortemente combattuta dentro di me. E' come se si alternassero più personalità. Più persone.
Non so dove andare, o cosa fare. Con me stessa intendo. La terapia tira fuori parti di me che non sapevo esistessero.
Tremo senza un motivo, il mio carattere di merda esce senza tanti complimenti. Vorrei solo che tutto questo finisse perchè mi sento come in un vortice che mi risucchia e mi strappa la pelle e gli occhi e i capelli e io muoio. Muoio.
Qualche ottobre fa sarebbe dovuto finire tutto.
Ti ho fatta uscire dalla mia vita, ieri. Definitivo e senza possibilità di appello.
"Forse è meglio se non ci vediamo". Nel mezzo del mio blaterare questa tua frase. Bene. La porta è quella, perchè sono stanca delle tue scuse per come mi fai sentire, che no, non vorresti farmi sentire così. Tu non lo sai come mi sento.
Prego, la porta è quella. Esci e non tornare più. Questa volta sarò io a non farti tornare. Prego, esci senza farmi diventare violenta. Esci senza farmi insistere troppo.
Buio.
Prendo la palla al balzo da Strepitio-di-Vetri e mi appresto a scrivere le mie cinque strane abitudini:
Regolamento: il primo giocoliere di questo gioco inizia il suo messaggio con il titolo "Cinque mie strane abitudini", e le persone che vengono invitate a scrivere un messaggio sul loro blog a proposito delle loro strane abitudini devono anche indicare chiaramente questo regolamento. Alla fine dovrete scegliere cinque nuove persone da indicare. Non dimenticare di lasciare un commento nel loro blog o journal che dice "sei stato scelto", e ditegli di leggere il vostro.
1- Mi vesto sempre nello stesso ordine. Prima un pezzo, poi l'altro e poi l'altro ancora. Se non faccio esattamente così vado in paranoia.
2- Quando salgo su un treno, o su un qualunque mezzo pubblico, cerco sempre il posto più isolato di questa terra. Odio dover condividere gli spazi pubblici.
3- Dormo assieme ad un peluche a forma di elefantino azzurro.
4- Quando vado in un bar chiedo sempre un cappuccino freddo (caffè+latte freddo).
5- Mi lavo le mani in continuazione, ogni volta che rientro in casa e ogni volta che posso.
Passo il tutto a:
Dominatemporis
Isifrael
Amoreepsike
Palaemon
Fenica
Un profondo sonno, desiderio di non risveglio. E' troppo pesante la mia realtà, oggi. Peggiore di quanto potessi immaginare.
Svegliarsi e non sapere nulla, svegliarsi e stringere qualcuno che non c'è. Ci sono delle porte che non voglio aprire per la mia paura di farlo. Ci sono delle paure che non posso liberare.
Credo di essere come un vaso di pandora, completamente grigio. E dentro di me ogni male ha un colore diverso, colori appariscenti che nascondono l'insidia. E se mordo, avveleno. E se graffio, uccido.
L'ennesima sigaretta spenta sopra questi pensieri. Mi sento come in quel fumetto. Seduta su un muretto con una sigaretta fra le labbra, vestiti strani e una canzone nella testa. Era solo un disegno, cazzo. Ma ero io, in quel disegno. Ero io ad avere lo sguardo perso.
Ecco come mi sento, Little White Lilium. Ecco come mi sento dopo questo risveglio odiato.
Io non voglio più guardarmi allo specchio e non sapere chi ho davanti.