Feelings are goners.
Mi sento piuttosto vuota di contenuti, nell'ultimo periodo. Ho tanti flashback e tante lacrime che non escono. E poi la terapia.
La terapia che va avanti bene, e io sono un fiume in piena che non smette di invadere le città altrui. I feel you. Ti sento scorrazzare per il mio castello nascosto. Si, perchè io sono come un castello. Poche persone sono andate al di là delle mura. E ce ne sono alcune che non sanno neanche cosa c'è oltre. Oltre il bordo.
Mi sono sempre fermata per prima, per la paura di fare del male, di farmi del male. Ma non mi sono accorta che per ogni porta che chiudevo, se ne sigillavano altre 100. E sono tante, 100 porte in una volta sola. In un castello fatto solo di segreti e lacrime sono tante 100 porte.
Perchè è la fiducia, la prima a chiudersi. Tu però sei sgattaiolata dentro prima che io potessi accorgermi, e mi hai sorpreso alle spalle, circondandomi con le tue forti braccia.
"Ho il tuo profumo di sudore su di me, ma ho ancora un senso per me stessa. E succhiando il tuo respiro ti ho sentita sussultare..."
Ho questo ritorno di fiamma esponenziale per i Nirvana che non se ne va. Non che io li abbia mai dimenticati, anzi, semplicemente dal trasferimento di vita li ho lasciati negli scatoloni ancora da svuotare. Quindi un nuovo poster e la verità.
La verità che mi cade addosso come un masso e io resto lì bloccata pensando "Ecco, ecco da dove arriva tutto, ecco perchè fin da piccola, fin da piccola stavo male. La bambina più asociale, anche prima di tutto. Ero solo la bambina più asociale e senza amici."
Ma io so che di amici non ne ho mai voluti. Perchè sto troppo bene da sola, senza pensieri. E così anche da piccola io sapevo che quella era la mia unica via di salvezza per non sprofondare dentro l'insicurezza della dipendenza. Anche da piccola io sapevo che non sarei stata capace di crescere, dopotutto.
E ingoio cereali con fragole rosa fosforescenti, me ne riempio la mano e così va tutto a fare pandant con le mie dita e mi ci ingozzo con quel rosa shocking che non sa neanche di fragola ma di cereali. Quindi sono ricaduta nella mia fame nervosa che non mi lascia tregua. Se posso perdere qualcosa starò sempre sicura di recuperare tutto nel giro di una giornata.
Ora vedo tutto rosa shocking. E mi viene da vomitare. Sento vertigini pesanti ed un senso di inadeguatezza che mi atterra.
L'ho rifatto di nuovo. Sforzi inutili.
Sai che la fortuna
è una religione
tu ci credi oppure no?
lo capiremo prima o poi
che non c'è modo di rinascere
senza peccare
ma tu hai voglia di rinascere
o è solo che non sai come finire?
beh, forse fa un po' male
forse fa un po' male
ma tutto fa un po' male
tutto fa
tutto fa un po' male . . .
quello che sognavi ti fa ridere
da quando sai che non lo puoi più avere
ma l'odio è un carburante nobile
e hai scoperto che non è così male
tradirsi con rispetto
perchè vivere è reale
ma vivere così
non somiglia a morire?
e forse fa un po' male
forse fa un po' male
ma tutto fa un po' male
tutto fa
tutto fa un po' male . . .
Per un viaggio in una terra sconosciuta.
Vi consiglio di vederlo in flash.
I am lost in the black chamber.
Â
There's no way to turn back.
It takes me down forevermore
And death would be so sweet.
Â
I'm possessed by the old creature
Who has planned all To take my soul.
Too late for me.
Â
In my hands It lies I thought
 But I failed Now he's in me.
Â
My soul is lost In his black chamber
Â
I'm gone
Sono così dura con me stessa. E tutto perchè sono insicura e senza speranza. Si, la terapia mi potrà anche aiutare. Si, è probabile che io migliori.
Ma c'è stato troppo odio verso me stessa in passato per riuscire a riparare tutto così in fretta. Così io ti chiedo "Com'è A.?" e tu mi rispondi, sgranando gli occhi e muovendo la mano in quel gesto che odio "Una bella ragazza". Ci scommetto quello che vuoi, non hai mai parlato così di me. Ci scommetto quello che vuoi. Davvero, proviamoci. Chiederò a tutte le persone che conosco se hai mai parlato così di me.
Devo essere dura con me stessa, se non voglio perderti. Devo distruggermi di parole, se non voglio lasciarmi andare ancora di più. Perchè io ci sto provando, ma ogni tentativo sembra fallimentare. Perchè io voglio migliorarmi, ma non sarò mai all'altezza delle mie immagini.
Sono così dura con me stessa. E passo il pomeriggio piangendo con una stupida canzone che va in loop nella mia testa. E piango. Piango, piango. E intanto Billy Elliott prega di non restarci ucciso, in quel video.
Me la sono fatta sfuggire anche questa volta, la possibilità di non pensare troppo. Me ne sono andata sul momento più bello, non volevo più umiliarmi di dolore davanti a tutti.
Ho le mie solite scuse pronte, e non mi vergogno di usarle. Ho la mia solita aria da maledetta, e mi piace così. Perchè è vero. Perchè non posso farne a meno.
E la mia lingua è troppo troppo troppo sciolta. Troppo stupita per quello che sono.
Ma tu, cosa sei?
Questo freddo che prima c'è e poi non c'è e ora mi gela il sangue, mi sta innervosendo. Tanto che ho staccato i contatti dal mondo per sentirmi più sola del solito, in questa mia stanza di legno e muri bianchi.
Io amo sporcarlo, il bianco. Così la prima cosa che faccio quando ho un paio di all stars nuove è calpestare la punta bianca. Perchè sa di me, questo bianco acceso un pò ingrigito dalla polvere. Così quando ho un foglio bianco davanti, devo insozzarlo con le mie parole, le mie paranoie, i miei disegni senza senso. E quindi mi sento un pò una folle strappata dal proprio utero di sangue, in questa stanza, reclusa dal resto del mondo.
I miei carcerieri sono i miei incubi. Io sono la vittima di me stessa.
Non ho più la voglia di fare le cose di fretta, sempre presa male dal tempo e dal ritordo. Odio gli appuntamenti e non li rispetto.
Mi sono buttata via così tante volte che ne ho perso comunque il conto. E la più grave è stata quando non avevo per niente il controllo di me e mi sono lasciata andare a cose che non volevo fare. Ero sotto l'effetto di qualunque cosa e non ce la facevo neanche ad oppormi. Così mi sono lasciata fare tutto quanto. E la tristezza più grande è che ricordo tutto, senza la minima lacuna.
E il giorno dopo, neanche una parola. Neanche uno sguardo. Beh, si, non mi piaceva per niente e ho lasciato fare solo perchè ormai avevo toccato il fondo e non volevo più rialzarmi. Ha avuto l'istinto della cacciatrice. Ha visto l'anima più debole e si è buttata sopra senza indugio. Ha aspettato che le mie difese fossero attutite da qualche droghetta e poi ha fatto quello che ha voluto.
E la sensazione è stata quella di un abuso. Ma il giorno dopo, non subito. Il giorno dopo. I sensi di colpa, il fatto di piangere da sola in una stazione sconosciuta. Che schifo.
Neanche una parola, anche se sapevi della mia anima a pezzi. E' bello constatare di come le persone possono usarti fingendosi comprensive. E' bello capire che sei solo un oggetto, quando non hai più voglia di vivere.
Questa pioggia mi lava le mani dai peccati. E forse salta tutto il programma per la serata, e forse sarò più scorbutica del solito.
In ogni modo, il mio nichilismo prenderà il sopravvento. Sono pronta, mani tremanti, sono pronta a bloccarvi.
Ti posso leccare il cuore se vuoi. Posso farti sanguinare gli occhi.
E ho voglia di tremare. Tremare dentro.
Io lo vorrei un funerale per la mia anima. Un funerale nero e grigio con qualche macchia bianca.
Ho aperto delle porte che dovevano restare chiuse e c'erano i soliti uomini intenti a pisciare senza ritegno sangue e budella. I soliti quattro stronzi che non fanno altro che pisciarsi sangue e budella. Eccoli, i miei incubi. Le mie paure. Quello che non c'era, era la tranquillità di sapere che era solo un fottuto incubo.
"Rivoglio le mie ali nere, il mio mantello". Ecco, si, fino a poco tempo fa giravo con un paio di ali nere ed un mantello, e ci sono giorni in cui rivorrei il passato solo per la sensazione di non avere nessuna soluzione. Era comunque piacevole, piacevole e distratta, come senzazione.
Non ho ancora abbastanza buchi per terra. E le mie formiche si impossessano con violenza del mio corpo. E ora, niente più risvegli automatizzati. Solo un lungo e profondo sonno.