Feelings are goners.
Fredda e glaciale. Ho battuto la testa per terra. Non sono in condizioni per poter socializzare, oggi. Non sono in condizioni neanche per divertirmi. Vorrei solo vomitare e dimenticare.
Un sogno troppo reale che mi ha fatto troppo male ha turbato l'ennesima notte di sonno terrificante ed inutile.
Tu mi spezzavi il cuore e io non riuscivo a crederci e a ricostruirlo. Tu mi prendevi in giro, mi insultavi nel modo più terribile.
"E' facile sai averti, se chiudo i miei begli occhietti spenti"
Io sono sveglia, ma il mio mondo continua a dormire. Dormirà fino a quando non se ne andrà questa sensazione di fallimento. Era solo un sogno, lo so. Ma è stato l'ennesimo fallimento, seppur solo onirico E' stata l'ennesima prova della mia incapacità.
Cosa c'è di male nel voler evitare i sentimenti e le parole schiette e sincere? E le mie dita battono battono entrano come un coltello e ti fanno venire.
Venire.
Venire.
E mancano solo pochi giorni al ritorno nel tuo cuore. Il cuore fisico ed il cuore mentale.
Cosa c'è di male nel voler evitare i ricordi e i pensieri cattivi? Riportami indietro, Tempo. Riportami a quando ho passato sei giorni nel paradiso e non c'era niente se non quella stanza d'albergo e quel letto. Cibarsi l'una dell'altra senza fermarsi un attimo. E imparare a capire e venire venire venire.
C'è troppo tempo, tra un ricordo e l'altro. Eccoli, i cattivi pensieri. Eccoli che mi strozzano e mi uccidono. Eccoli che mi pizzicano e mi mordono e mi graffiano e mi spezzano. C'è troppo spazio, fra me e te. Fra me e te. Me e Te.
Userò qualche canzone triste, e andrà tutto bene.
C'è troppo strazio dentro di me. La cattiva educazione mi ha insegnato cos'è il dolore. Ed è come essere violentati, anche se è troppo strano da capire.
La cattiva educazione è stata come un pugno dove la ferita è ancora aperta. Come una coltellata su altre coltellate.
Non respiro di nuovo e ho un certo senso di nausea verso me stessa, quindi sarebbe inutile riempire il mio vuoto con quell'alchol che ho scoperto delizioso. Ogni volta è come la prima volta. Dopo la quarta, avevo bisogno di un sostegno morale che le persone non potevano darmi. E così ho solo alzato un pò il gomito.
Ma serviva per una giusta causa. Dopo la quarta volta volevo stringere le mie mani intorno al mio collo.
Mi lavo la bocca, ho ancora quel sapore orribile di sconfitta e scotch e birra. Mi lavo la bocca con i miei insulti. E' la cosa migliore per me, ora.
Sento il mio cuore come se fosse ancora a pezzi. Pezzi piccoli e taglienti. Non riesco a raccoglierlo. Che mi succede?
Che cosa succede alle mie gambe quando cedono e io cado a terra? Mi sento come se mi fossi lanciata dal settimo piano di un palazzo. Non respiro. Dimentico come si respira.
Mi sento come se si fosse spezzato qualcosa, come se io avessi spezzato qualcosa di importante. Sono solo capace di fare del male e di non costruire niente.
Sono solo capace di creare problemi e di non risolverli. Parliamo, ti prego. Parlami.
I tagli sono come labbra che continuano a parlarmi. Non l'ho più fatto, ma ho comunque trovato altri modi.
Settembre mi porterà via senza nessun ripensamento. Ci arriverò a settembre? Apro delle ferite in me che dovrebbero restare chiuse. Sigillate. Non dovrebbero parlare. E invece mi scaricano le loro parole addosso, i loro suoni inconsistenti e irreali. Li evito, cerco di evitarli. Lo spazio fra me e te. Lo spazio fra una parola e l'altra.
Prendo una pausa. A volte è l'unica cosa che so fare. Prendo una pausa da me, oggi. Mi ammazzerò di lavoro e non penserò più a niente. Oggi non voglio pensare a niente e vaffanculo ai cattivi pensieri.
Le cose più solide non possono durare, se non vengono curate. E io mi sto curando ma non sono solida.
Tu sei ancora con me, vero?
Ci sono cose che voglio tenere per me. Sono egoista, e alcune cose voglio che restino dentro di me e basta.
Alcune canzoni devono significare qualcosa solo per me. Un certo significato soltanto mio. Alcune parole, che non ti dirò mai, resteranno in fondo al mio cuore e basta.
I pensieri più impossibili, anche quelli. Non voglio quello che vuoi tu perchè il passato aveva già avuto tutto quello che potevo dare. Così non voglio fare progetti che contengano la parola "famiglia", perchè l'ho già fatto. E certe cose non le posso cancellare. Se penso a qualcosa che possa assomigliare ad una famiglia, non vedo te al mio fianco.
Scusa, ma è più forte di me. Scusami per questo, ma mentirei se ti dicessi il contrario. E non voglio mentirti nè omettere.
Scusami se non posso essere come tu mi vorresti, ma il dolore è troppo grande e mi riporta indietro. Ora, non pensiamoci più.
Ho aperto una ferita grande, lo so. Lo so.
Mi voglio rifugiare in un mondo di sogni dove non posso morire dissanguata. Dentro. E' così facile? E' così impossibile?
Preparo ancora qualche sigaretta, perchè potrebbe essere un lungo viaggio verso il nulla, e non si sa mai. Non resisterei senza. E allora mi lascio andare alle note di un piano un pò troppo malinconico per reggere tutto.
Il pavimento cede. Io cado nel vuoto e mi lascio cullare dalla sensazione dell'aria che passa attraverso la pelle dentro il cervello nelle narici e sono diventata aria improvvisamente. Così scompare tutto quanto. Così non c'è più dolore, se mi lascio cadere in questo modo.
Morire sarebbe perfetto, in queste condizioni. Ma non c'è mai nulla che mi possa aiutare in questo.
Cadrò ancora, solo per illudermi.
Questa canzone profuma di mare. Profuma di mare primaverile, cielo nuvoloso e un'aria grigia e triste. Ha il profumo di una macchina calda e di baci appassionati.
Il mio carattere mi stava portando lontano da te. E poi questa musica, e io che conoscevo qualche parola. Non ti ho mai amata così tanto.
"Settembre ci porterà via con sè"
Volevo restare con te per almeno altri mille anni. Ma dovevo partire, e allora facevamo l'amore di nascosto, in silenzio, ridendo. "Ritorna l'alba che vibra è solo che sei in me".
"Avremo le stesse difese. Addosso a me in te." Potrei essere perfetta per te, se solo io lo volessi. E io lo voglio adesso. Lo voglio.
Tempesta di pensieri sporchi, questa notte. Un dormiveglia che sa di biscotti caldi e pugni nello stomaco.
Non posso essere coscenziosa e tranquilla quando vengo ferita in quello che mi sta più a cuore. Non riesco a fingere, se mi si manca di rispetto.
E per me il rispetto è anche la puntualità e l'onestà. Le prove per me, sono ostacoli che non supero. Sono cose che non voglio neanche vedere. E vengo spinta dalla paura di perdere ancora quello che c'è di bello, anche se è poco. E sento queste piccole mani che mi gettano verso una direzione che non mi piace.
Se una cosa è così, è così. Punto.
E dunque lo spazio che cercavo non c'è. Mi afferra per il collo e mi sbatte contro al muro disseminato di vetri. O forse è il pavimento e io sono dalla parte sbagliata. Mi graffio per sapere se ho limato abbastanza bene queste ossa che mi spuntano da ogni parte del corpo. Sono come delle lame naturali.
E io me ne vorrei andare, partire e non tornare. Le solite cose, insomma. Cosa sono diventata, da quando è successo? Da quando il ricordo ha cominciato a condizionarmi così fortemente?
Resto a stomaco vuoto, la bocca arsa e bruciacchiata. Sono come un cadavere in mezzo al deserto. E quante paranoie su cose inutili, totalmente inutili, ma io sono fatta così, e cosa posso farci? Non posso essere perfetta, se non mi ci metto d'impegno. Non posso essere completa se non ci provo neanche a chiudere le porte che non voglio neanche più vedere.
Perchè il mio pensiero cade sempre nello stesso punto? C'è un muro oltre il quale non posso andare?