Feelings are goners.
Ho voglia di musica e concerti. Di prati verdi con un palco ad una delle due estremità, di gente che si accalca pur di arrivare nella prima fila. E mi piacciono quei buchi fra i gruppetti di persone, e mi piace stare lì a guardare le altre persone che guardano il concerto. E si riconoscono subito i novellini, o gli storici. Ci sono quelli che urlano tutte le parole delle canzoni e quelli che le sussurrano. Alcune accennate, solo per sentito dire. Un ritornello che rimane in testa e quello lo si deve gridare.
Questa estate che non passa mai perchè aspetto qualcosa, aspetto qualcuno. Aspetto Lei senza remore e problemi. Le scrivo lettere e canzoni d'amore. Parole mai scontate. Facciamo l'amore per sentirci vive, perchè ci amiamo. Quanto dovrò ancora aspettare? Lo so che è poco, lo so. Ma l'attesa ti Te mi fa morire e sperare insieme. Cos'è che si riproduce e arriva in me? Ho questa malattia che non vuole andarsene. Ho questa sensazione di menzogna dentro, che non mi lascia in pace.
Ma non importa. Perchè ti aspetto e quando sarai qua, ci sarà altro a cui pensare. Ti terrò stretta a me ogni giorno. Canteremo insieme a squarciagola tutte le canzoni che conosciamo. Saremo come due adolescenti.
Questo dolore che mi prende, mi gira, mi stringe, mi strozza e non respiro più. Io non respiro più. Questo dolore che non riesco a scacciare neanche per pochi minuti, neanche per pochi secondi. Chiedo solo poco tempo per rilassarmi e stare bene.
Un'uscita attesa ma mai avvenuta. Volevo solo distrarmi per un pò, ma continuo a seguire quell'istinto di non incazzarmi mai per paura di perdere qualcosa. Quanto sono disposta a mettermi in gioco, per stare bene? Credo di avere una febbre interna ed incurabile. Lo so che il mio amore è una patologia vorrei che mi uccidesse ora...
Lo so che dovrei smetterla e sedermi per un pò e lasciare che le acque si calmino. Il giorno migliore, si è rivelato una fregatura totale. E' come quando compri qualcosa e scopri che è già rotto. E come quando speri che le persone ti amino, e poi scopri di essere stata presa in giro. Di nuovo. E poi ancora e ancora e ancora e ancora.
E' come capire il significato dell'esistenza, e dimenticarsene dopo pochi istanti. E' come pensare di essere ancora vivi, quando dentro c'è solo un profondo e vuoto deserto.
Sarò paziente ed aspetterò tutto il tempo necessario. Avevo voglia di ballare, qualche sera fa. Avevo voglia di ballare con Te, ma non sarebbe stato possibile. Così mi lascio trasportare da qualche canzone triste, e mi sdraio nel letto caldo senza trovare pace. Non passa un filo d'aria, dentro di me.
E allora salto, salto, e suono, e grido e ho la nausea perchè quando faccio tutto questo poi sto male. E vorrei solo averti qua, senza quel filo che ci lega e ci tiene lontane. Passare le serate all'aperto a bere birra e fare l'amore. Ecco cosa vorrei. Passare le nottate a parlare di noi tenendoci per mano, cercando di stare attente a non farci troppo male. Cercando di prenderci cura l'una dell'altra per semplice egoismo.
Ecco la mia parte vera. La vuoi? Mi vuoi?
Perchè non posso semplicemente avere quello che voglio, senza sentirmi incompleta e perduta?
Concerto spezzato a metà. Giornata da buttare via. E l'incazzatura che non fa altro che aumentare e aumenta e aumenta e aumenta.
Un pacco dopo l'altro. Una voglia di farmi male dopo l'altra. Ma non era colpa mia, e allora perchè dovrei farmi male? Per provare qualcosa contro me stessa. Così posso perdonare gli altri e sentirmi colpevole.
No, non questa volta. Questa volta sopporterò la mia voglia e mi incazzerò con gli altri. Con due persone e basta. Concerto spezzato a metà, quando le emozioni si stavano facendo davvero forti. La musica mi salva e mi uccide. La musica è la risposta per me, ma troppo spesso la ignoro semplicemente.
Manuel che canta e urla e stride, e la mia pelle che diventa ruvida e ho i brividi, brividi ovunque. Ho aspettato tre anni per rivederli, e mi è stato portato via anche questo momento che doveva essere MIO e solo Mio. Mio e di nessun'altro.
Tutto quello che deve essere mio viene spezzato, in qualche modo. Ingoio il rospo e va bene. Domani andrà peggio e non ci sarà mai più questa occasione. Ma va bene. Va bene così.
Domani andrà peggio, e la giornata di oggi mi sembrerà solo acqua fresca.
Domani io vorrò solo dormire.
Questa estate che ci cola tra le gambe
dici che leccarla ti da un senso
sai è curioso
perchè anch'io sento lo stesso
è perchè io e te non ci crediamo che è successo
"Buongiorno, Pincipessa..." Ecco, posso buttare via un'intera giornata, per questo.
Devo superare questa notte solitaria, e domani avrò un pò di musica dentro. Non voglio fuggire, questa volta. Affronterò il dolore qui, faccia a faccia, e non scappando da qualche parte per qualche giorno. L'aria diversa, non può fare altro che distruggere il mio ritorno. Quindi lascio spazio ad altro, in questi giorni.
Eccomi, sono pronta. Comincio dall'inizio, oppure chiudo definitivamente con le stronzate?
Dove sono io, in questo freddo giorno? Non ho trovato la via d'uscita e dovrò attendere ancora per cominciare la mia cura. Il destino gioca e scherza con me, e qualche pallida risata non riempirà questo senso di vuoto e di stanchezza che mi pervade.
Cosa ho perso in questi giorni? Cosa non posso più recuperare? Il mio viso insensibile al dolore, e allora gratto e graffio senza fermarmi. E' stato come se vivessi al di fuori delle cose, come se non prestassi attenzione a niente perchè è più facile cambiare canale o spegnere questa vita. Non ricordo neanche di cosa ho parlato con me stessa in questi giorni. E la pioggia mi rendeva morbida al tatto, ma glaciale alla vista. Sono come una tartaruga a pancia in sù: chiusa nel mio guscio, ma vulnerabile fino alla morte.
Ecco il completo fallimento della logica. Ecco la musica che mi riporta indietro a quando ero un bozzolo senza significato. Ma non sono una farfalla ora. Il mio bozzolo si è mummificato e io sono sigillata dentro. Sono un mostro, o sono qualcosa di bello?
Dove sono io ora? C'è tutto questo semibuio dai toni grigi. C'è tutta questa polvere cancerogena.
Dove sono io, davvero?
Il sonno non mi ha mai aiutata. Lasciava trascorrere il tempo senza che io facessi niente. Ero uno zombie e mi piaceva. E mi divertivo e andava bene così.
Ho ancora molto sonno. Troppo sonno. Mi piace quando la notte si nasconde fra i cuscini e l'aria fresca mi permette di respirare. Morirò nel sonno. Il mio cuore si fermerà e la notte sguscerà fuori per accogliermi. E la notte mi porterà via.
Notte come morte in un lungo sogno morbido e senza spine.
Scopro cose nuove, ogni tanto. La paura di perdere di nuovo qualcosa mi ha colta impreparata. Sentivo già scricchiolare il mio cuore di vetro.
Salva. Posso dirmi salva. E l'intenzione e le forze ci sono. Guarda dentro i miei occhi, potrei forse mentirti?
Dov'è finito quel benessere che cominciavo a percepire? C'è mai stato davvero?
Spingo il mio corpo al massimo. Spingo la mia mente oltre il confine. E non c'è altro che morte e deserto. Ecco, io sono morte e deserto. Forse quello che vedo a ripetizione sono solo io.
Ci vuole solo un'istante, dammi solo un'istante, mente confusa. Devo mettere a fuoco le immagini. Devo grattare un pò più forte le mie braccia fino a togliermi la pelle. Devo infilarmi due dita in gola e vomitare.
Devo solo dormire un pò di più. La mia unica cura è il sonno.