Feelings are goners.
Non mi ricordo neanche più cosa significhi urlare piacevolmente di dolore. Non mi ricordo più cosa significa restare calma senza avere brutte sorprese ogni tre secondi. Devo smetterla di essere impulsiva.
Occhi bassi, niente sguardi penetranti e languidi, o acidi e stupendamente capibili. Non ce la faccio.
Non è possibile resettare tutto quanto? Non è possibile cancellare le vene e le arterie e risucchiare il sangue in un buco nero senza fondo? E' possibile morire senza dare nell'occhio?
Che hai fatto? Hai pensato? Si, ho pensato. Ho pensato troppo ed ora eccomi qui a non sapere più tenere in mano un coltello senza che mi venga voglia di.. di... di farmi bene.
Farmi bene.
Le Tue mani piccole e forti che mi toccano e mi accarezzano come i sogni ci avevano annunciato. Ti sento forte dentro di me, vedo le tue labbra e voglio baciarle, vedo i tuoi occhi in quell'espressione di piacere e non-sottomissione che mi fa impazzire.
Io grido. Ti voglio qui con me per sempre. Per sempre, Amore mio. Per sempre. Io grido e tu ti nutri dei miei suoni come se fossero cibi prelibati e dolci. Lo sono? Sono il frutto che tu hai voluto?
Ti entro dentro. Entra dentro di te il mio Cuore che si fonde con il tuo. Il respiro che esplode ed implode. Ti trattieni. Hai paura? Ti entro dentro con la mia anima. Succhio la tua per dissetarmi. Mi accoccolo dentro il tuo ventre (unico luogo che mi dà pace).
Sono dentro di te Amore, mi senti? Ti sussurro alle orecchie parole dolci e divertenti che tu cogli e sfrutti. Sfruttami. Fammi divenare quello che vuoi, ma tienimi con te, per sempre. Per Sempre.
Mi sveglio. Tu non ci sei. Non ci sei mai stata effettivamente. Ennesima morte interiore. Ennesima voglia di non svegliarmi più.
Sto cercando di non cadere più in giù di così. Scavare una buca più profonda e sotterrarmici. Scavare una tomba più pulita e lasciarmici giacere dentro.
Il mio corpo è sporco. Sporco e putrido. Flaccido e orripilante. Come posso io capire cosa passa per la testa degli altri quando non so nemmeno cosa passa per la mia?
Per favore, c'è solo una soluzione che gira costantemente per la mia testa. Ma non voglio attuarla. Per favore, rivestiamoci tutti con le nostre maschere di ipocrisia e smettiamola di essere così affiatati. Per favore, chiudiamo tutti i nostri pantaloni e non verremo più infettati da spermatozoi assassini.
- La gravidanza in generale. Ne sono ossessionata. Mi affascina tutto l'insieme fisico e mentale dell'essere incinta.
- Sangue e lame.
- La morte cruda e distruttiva vista da un punto squisitamente autodistruttivo.
- L'autodistruzione lieve e fragile di una mente distorta.
- Le sigarette e l'alcol.
- Il pensiero di riuscire a dimenticarmi di me e di essere libera.
- Il libro "Scritto sul corpo" di Janette Winterson.
- Gli assoli e le urla lancinanti di Kurt Cobain, compresa tutta la sua vita e tutto il gruppo.
- La frase "Il cane nero nella polvere bianca divora l'anima tutta intera".
- Il mio diario. E' una vera ossessione.
- Mangiare compulsivamente.
- Vomitare dopo aver mangiato compulsivamente.
- La canzone "Heart-Shaped Box".
- Riuscire a parlare bene senza mangiarmi le parole. Soprattutto in inglese.
- Lei. Lei è la mia ossessione.
- Farmi male in modo non visibile agli altri.
- Guarire.
- La mia gola.
- Suonare bene.
- Buttare via tutte le lame a mia disposizione.
- Comprare tutte le lame a mia disposizione.
- Non ritrovarsi più così bene nel proprio malessere.
- Sperare di divertirsi ancora, come una volta.
- Sentirsi bambina.
- I Suoi capelli.
- L'immagine di me e Lei sdraiate sul letto a parlare della nostra bambina che cresce nel Suo ventre.
- Strapparmi via le mani.
- Suicidarmi.
- Scrivere compulsivamente.
- La mia infanzia.
- Lavarmi compulsivamente.
- La frase "Ti porto addosso come un tatuaggio, ti distendo sulle ali aperte di un pavone".
- I sogni.
- La frase "Io sarò Re e tu Regina."
- Aborti cresciuti in uteri di plastica e vetro, nutriti tramite larve ed insetti rumorosi con il latte estratto da una pianta velenosa.
- La casa rossa che crolla con me dentro. E' una sensazione strana al risveglio.
- Il sesso più dolce e più perverso con Lei, che è la Regina della mia Anima.
- Una corsa sfrenata per scappare da cannibali verdastri e puzzolenti che mi urlano "Morirai suicida".
- Corpicini appesi per il collo a pareti fatte di cristallo e mogano.
- Sentire l'odore del legno appena tagliato che sanguina.
- Gravidanze portate a termine con lacrime e sorrisi.
- La mia morte più dolce.
Il problema fondamentale della cultura pop è che non si tratta di cultura. Si tratta di ignoranza. Questa "sottomarca" di identità scompare nel momento in cui si entra nell'ordine di idee del "pop". Tutti uguali. E quindi vestiti uguali, macchine uguali, stesso modo di parlare, stesso modo di non pensare, luoghi comuni. Ed è tutto più semplice, perchè se si è uguali agli altri non c'è bisogno di pensare. Lavorare tutta la vita per pagarsi una macchina che viene sfasciata entro breve perchè guidano ubriachi. Trovarsi un lavoro per pagarsi una borsettina o un paio di scarpe da 500 euro. A conti fatti, quelle scarpe o quella borsa vengono usate una sola volta nella vita. Poi passano di moda. Un pò come i frutti di bosco, che secondo la massa pop vanno di moda. I frutti bosco. L'anno prossimo sarà la merda.
Guai a chi osa avere una propria idea! Dannato per la vita dalla massa!
Se in un esperimento si riuscisse a decifrare esattamente il pensiero di questi capitalisti pop, probabilmente si vedrebbero una massa di criceti addormentati. Un pò come ai raggi x quando si fa una radiografia. Il mio criceto, ad esempio, si muove a rallentatore perchè è fatto ed ubriaco. I criceti della sub-cultura pop no. Quelli dormono oppure si sono suicidati per il troppo poco sforzo a cui sono sottoposti. Morire di noia. Suicidarsi per noia.
Tutte caramelle, tutti Prada o Armani.
Non c'è bisogno di specificare che una chitarra è meglio di un inutile dj che mette su basi registrate e strausate da chiunque. Non devo sforzarmi per dire che è meglio soffrire dolori e pene allucinanti piuttosto che svegliarsi al mattino e sentirsi pienamente ed orgogliosamente parte della massa pop.
Ci passano tutti. Ma quelli che si accorgono dell'errore fanno ancora in tempo a fuggire entrando nel proprio mondo.
Una cultura così non è cultura. Sono braccia strappate alla terra che si muovo a ritmi terribilmente kitch. Che dicono cose oscene e che intercalano il loro pensiero con "Cioè, ma però, cioè, bella zia, bello zio, cioè" ecc ecc.
In conclusione, bisognerebbe sterminarli tutti. Stupidi cervelli fulminati dai loro stessi non-pensieri assoluti sul nulla.
E' così bello sapere che non c'è niente oltre il confine fra realtà e se stessi. E' così dolce sapere che se ci si taglia esce del liquido biancastro da automi. E' latte con dentro l'arsenico. Siamo fatti di veleno in fondo no? Perchè prima o poi tutti quanti cominciamo a sputarlo.
Serpentelli che ci divorano dopo averli partoriti con urla e sudore.
Il veleno lo distillo io stessa con le mie stesse mani e lo sputo con i miei stessi denti insanguinati. Ed è così divertente venire a conoscenza della verità solo dopo aver vomitato per ore ed essersi avvelenati con il proprio veleno. Non è esattamente così che doveva andare, ma è andata così.
Lo sapevo. Ora sono condannata eternamente a rifiutarmi e a ridermi in faccia ogni volta che mi guarderò. Puzzo di vomito e di schifezza. O forse me lo sento solo io e in realtà sono un agnellino candido. L'agnello sacrificale? Si. Decisamente si.
E' tutto un ritorno di fiamma, così mi scotto e non mi posso lamentare.
Io sono libera solo quando mi faccio del male.
Non voglio niente, perchè non posso volere niente. Pretendere, prendere e non rilasciare mai. Mai. Mai. Basta. Basta dire basta. Ma non basta dire basta perchè in fondo si sa che le cose non finiscono MAI davvero.
Bisogna solo aspettare. Ma io non aspetto.
Sono così brava ad incazzarmi e sono così divertente quando urlo. Scandisco le parole e sbraito. E' così divertente, vero? E' così divertente vedermi cadere a terra dopo che mi è arrivata l'ennesima mazzata?
Rinuncerò a tutto quanto. Gettare la spugna è più semplice di quanto si pensi. Ed il movimento rende il momento preciso e perfetto. Il braccio che si muove e la mano che lentamente lascia cadere la spugna... E' così semplice, così doloroso. Le dita si aprono.
Applauso. Applausi. Appollaiata sul mio letto applaudo alla mia magnificenza e viltà . Non devo essere impulsiva. Sbatto le mani finchè non sanguinano. E questo accade spesso.
Ma perchè sembra tutto Bellissimo quando è debole e corrotto?